Ounas l’arma in più di Spalletti con la Juventus

È un match arrivato troppo presto in calendario, Napoli-Juventus. Non è mai una partita come le altre. Per i tifosi è sempre e solo una questione tecnico-agonistica, per gli osservatori di calcio c’era anche la sfida nella sfida tra i due tecnici toscani Spalletti e Allegri. Ci si aspettava una Juve con la difesa a tre, invece si è presentata con un 4-3-3 molto elastico. A sua volta Spalletti ha optato per un 4-3-3 in fase di non possesso, con un centrocampo formato da Fabian, Anguissa ed Elmas, con quest’ultimo che in fase di possesso appoggiava l’azione d’attacco, con gli esterni che si allargavano e Osimhen che veniva supportato anche dal macedone. Nei piani di Spalletti doveva essere questo il quadro tattico. Tuttavia Elmas si è messo in una posizione ibrida, tale da non esser servito dai compagni ed a sua volta non ha servito il tridente con la dovuta continuità. Oltretutto Osimhen si è trovato spesso nella trappola costituita da Bonucci e Chiellini che nel primo tempo anticipavano spesso il nigeriano, portandosi a supporto delle ripartenze bianconere. In tutto ciò, Insigne e Politano erano spessissimo isolati e costretti all’uno contro uno con gli esterni juventini, mentre Di Lorenzo e Mario Rui riuscivano poco nelle loro discese offensive. Dunque il vero problema dell’involuta manovra del Napoli era lo scarno collegamento tra centrocampo e attacco, soprattutto per la poca propensione di Elmas ad appoggiare gli attacchi azzurri.

Ecco allora salire in cattedra Luciano Spalletti che prepara i cambi mentalmente già nel primo tempo, senza guardare l’orologio e senza attendere che siano gli allenatori avversari a fare la prima mossa. Al primo minuto della ripresa il tecnico certaldese presentava in campo Ounas al posto di Elmas, trasformando il Napoli in un vero 4-2-3-1 con l’algerino dietro Osimhen. Da premettere che Ounas agisce meglio da esterno per via della sua elevata velocità di gambe, ma Spalletti lo individua anche come sottopunta dietro il centravanti. Ebbene, Osimhen si è giovato della presenza di Ounas. I due duettavano che è una bellezza, scavalcando il pressing in prima battuta del centrocampista basso juventino e in seconda battuta la gabbia Chiellini-Bonucci. Anzi, talvolta Ounas si alternava pure con l’esterno destro d’attacco, costituendo una superiorità numerica che Pellegrini ha sofferto parecchio. C’è da aggiungere che quando Zielinski è entrato in campo, così come Lozano, ecco che Ounas si è spostato fisso sulla destra d’attacco azzurra. La manovra del Napoli non ne ha assolutamente risentito. Anzi! È pur vero che il Napoli ha segnato il 2-1 con un fatto episodico (retropassaggio di testa di Kean e tap in di Koulibaly), ma i cambiamenti tattici di Spalletti hanno chiuso la Juventus che nella ripresa non è riuscita a produrre nulla di pericoloso per Ospina.

EZIO PERRELLA

 

Ha dunque trovato una nuova arma, Spalletti, chiamata Adam Ounas? Il numero 33 azzurro è tutt’altro giocatore rispetto a quando giunse in Italia quattro anni or sono dal Bordeaux. Prima era più fumoso, quasi inconsistente, poco produttivo. Oggi bada di più al sodo. Forse gli ha fatto bene l’esperienza (seppur terminata con la retrocessione in Serie B) col Crotone.

Ounas sottopunta, Ounas vice-Insigne, Ounas vice-Politano (oppure Lozano): queste le tre versioni dell’algerino. Può veramente essere l’uomo in più di Spalletti, soprattutto in quelle partite bloccate fino agli ultimi minuti.

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