Perché Luis Enrique è (ancora) il sostituto ideale

Spalletti farà domenica l’ultima passerella allo stadio Maradona, raccoglierà l’ultimo saluto e poi sarà già tempo di pensare alla stagione 2023/24. Con quale allenatore? Questo ancora non lo sappiamo, ma sappiamo chi potrebbe essere un sostituto naturale capace (almeno sulla carta) di non far rimpiangere il mister di Certaldo. Il suo nome è Luis Enrique. Profilo di alto spessore, maniaco del lavoro e del bel gioco, d’altronde ha allenatore Spagna e Barcellona, di certo i migliori cultori del Tiki Taka. Dai tempi di Sarri a quello di Spalletti quando il Napoli ha giocato col 433 ha ottenuto i migliori risultati, ed il mister spagnolo non dovrebbe far altro che continuare su questa linea, con le proprie idee naturalmente, ma avrebbe già un lavoro portato avanti, vantaggio non da poco. Il gioco del Napoli è stato elogiato e ammirato in tutta Europa, e siamo sicuri che la lusinga di questa squadra campione d’Italia potrà solo fare piacere al mister spagnolo, che ha rifiutato il Chelsea. Intanto però il presidente De Laurentiis ha annunciato di aver offerto 8 milioni al tecnico, che al momento pare abbia rifiutato, perché sogna là Premier League. Resta da capire però quale squadra potrebbe ingaggiarlo dato che tutti i top club inglesi sono già apposto. Dalla sua ha sicuramente una esperienza in Italia, non ricordi bellissimi sulla sponda giallorossa, ma che a sua detta gli sono serviti moltissimo per la sua crescita. È un grande lavoratore che non ammette però errori. Il ritardo di appena un minuto costa molto caro a De Rossi nella sua esperienza alla Roma: il centrocampista giallorosso arriva alla riunione tecnica appena dopo gli altri giocatori e mister Luis Enrique non perdona spedendolo in tribuna nella gara con l’Atalanta.

È un innovatore, su questo non ci sono dubbi. Nel ritiro pre mondiali di Qatar abbiamo assistito a qualcosa di esclusivo. L’ex CT della Spagna ha sperimentato un nuovo sistema durante gli allenamenti, agganciando i walkie-talkie alla schiena dei giocatori. Una trovata che gli consente di dare indicazioni ai suoi senza gridare:

Il mister ci pensi bene prima di rifiutare Napoli, siamo convinti che potrebbero completarsi a vicenda.

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