Rasmus il nuovo Cavani? Perchè no…

Rasmus Hojlund ha conquistato in poco tempo il cuore dei tifosi. Arrivato in chiusura di mercato per sopperire all’infortunio di Romelu Lukaku, il centravanti ex United sta dimostrando con i fatti perché il Napoli abbia fatto bene ad investire e a puntare tanto su di lui.

Hojlund ha realizzato 4 gol in 7 presenze, numeri importanti per un classe 2003.

Con la sua progressione, il suo attacco alla profondità e la cattiveria con cui attacca la porta ricorda quasi El Matador Cavani. Paragone di un certo livello che però può starci.

C’è una statistica importante inerente a questo confronto tra Hojlund e Cavani.

L’attaccante danese ha avuto fin qui una media gol inferiore solo a quella del bomber uruguaiano.

Le statistiche dicono che il danese ha realizzato una rete ogni 177 minuti in tutte le competizioni, ovvero dei numeri di tutto rispetto che lo mettono alle spalle del solo Matador, per quanto fatto a suo tempo col Napoli nelle prime giornate.

Insomma, c’è da essere ottimisti e augurarsi che Hojlund sappia regalare a lungo grandi soddisfazioni a tutta la piazza, proprio come i suoi predecessori.

Quando il danese prende posizione sul difensore sembra quasi che l’unico modo per prendergli palla è quella di fare fallo.

Quella rabbia e quella cattiveria che ci mette su ogni pallone lo rendono imprescindibile. SI è subito preso il Napoli e con lui è in campo è un’altra storia.

Inoltre si vede che c’è un feeling particolare con De Bruyne. Il belga lo paragonerà ad un bomber non da poco: Erling Haaland.

Hojlund è un attaccante che può crescere ancora tanto e con un allenatore come Conte può arrivare ai livelli di Cavani senza dubbio.

Antonio Conte, dopo Napoli-Genoa, ha speso parole al miele per il suo attaccante: “Può diventare un crack”.

Così ha detto di lui il mister, sottolineando come il ragazzo stia lavorando bene e possa ancora crescere, avendo dei margini di miglioramento importanti.

Tutto questo non fa altro che presagire una carriera di tutto rispetto per un centravanti sì giovane ma già in grado di dialogare bene con i compagni e di vedere la porta con continuità.

Un esempio della sua fame e della sua voglia di fare gol lo abbiamo avuto nel gol vittoria segnato contro lo Sporting: l’attaccante danese si immola di testa rischiando di essere colpito dal portiere e di farsi anche tanto male, ma la sua fame di gol è più forte anche del pericolo.
Non so quanti attaccanti avrebbero corso questo rischio, anzi, uno forse si, proprio Cavani.
Bravo di testa, vede la porta sia col suo piede forte che col piede debole (il destro), uno contro uno col portiere ha dimostrato di essere freddo, sa giocare e dialogare bene con i compagni. Quando viene mandato in profondità son dolori per le difese avversarie.
La speranza è che possa continuare a migliorare e arrivare ai numeri toccati da Edinson Cavani con la maglia azzurra.
Insomma, tutto lascia presagire un futuro radioso per l’attaccante e per il Napoli…
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