Rimonta di carattere e punto d’oro

Un punto prezioso al termine di una partita intensa e con tante occasioni sprecate in malomodo dagli azzurri. Il 2-2 è però un risultato soddisfacente per gli azzurri in ottica qualificazione.
Cornice di pubblico spettacolare, clima effervescente e una competizione da onorare fino in fondo. Al King Power Stadium il Napoli fa il proprio esordio nel girone di Europa League al cospetto del Leicester di Brendan Rodgers. Poche novità di formazione tra le fila degli azzurri: gioca Malcuit dal primo minuto, mentre Lozano prende il posto di Politano sulla corsia di destra. Le Foxes optano per un turnover più massiccio lasciando fuori uomini del calibro di Vardy e Tielemans. Approccio tutto di marca Leicester, che tenta di incanalare la gara sui binari dell’aggressività e intensità, facendo al contempo circolare velocemente la palla da destro verso sinistra sfruttando la grande tecnica e qualità del proprio reparto offensivo. Barnes da una parte e Ayoze Perez dall’altra mettono subito in grande apprensione la retroguardia partenopea, che viene puntualmente aggredita e messa in difficoltà a causa della rapidità degli esterni avversari. Prima il numero sette delle Foxes calcia addosso ad Ospina, poi pennella un cross perfetto per l’inserimento sul fronte opposto di Ayoze Perez, che viene lasciato tutto solo e totalmente libero di battere l’incolpevole Ospina. Per circa venticinque minuti il Napoli fa fatica a trovare spazi nella metà campo avversaria, pur mantenendo buone percentuali di possesso. Anguissa e Fabian vengono spesso sovrastati dai mediani della compagine di Rodgers, poi però il Napoli inizia a far girare palla con maggiore velocità facendo così scricchiolare le certezze della difesa inglese. Gli azzurri, al termine dei primi quarantacinque minuti, fanno registrare ben quindici conclusioni, ma solo tre di queste sono indirizzate verso la porta di Schmeichel. Numerosi gli errori commessi da Victor Osimhen, che calcia spesso in modo maldestro e con una coordinazione a dir poco discutibile. Il nigeriano si muove su tutto il versante offensivo, agendo talvolta da esterno alto e favorendo gli inserimenti dei propri compagni. Gli uomini di Spalletti schiacciano il Leicester nello spazio di trentacinque metri, manifestando un baricentro altissimo e con Malcuit posizionato da ultimo uomo in difesa. Tutte le chance però vengono vanificate; in particolare quella avuta da Zielinski, che fallisce clamorosamente l’appuntamento con il gol a pochi passi dalla porta. Di Lorenzo fa fatica sulla corsia mancina, mentre Malcuit come di consueto fa meglio in fase avanzata piuttosto che in copertura. La ripresa comincia con lo stesso copione della fine del primo tempo, con il Napoli che insiste nella metà campo del Leicester ma senza trovare il guizzo vincente. Tantissimi gol sbagliati e conseguente gol subito da Daka, che tuttavia viene annullato dal VAR per posizione minima di offside. Spalletti tenta di risolverla con gli ingressi in campo di Politano ed Elmas in luogo di Lozano e Zielinski. Un minuto dopo il Leicester raddoppia: Di Lorenzo perde palla e Iheanacio lancia direttamente Barnes, che punta Malcuit e trova l’angolino basso alla sinistra di Ospina. Quando sembrava tutto già finito il Napoli riesce a sfoggiare un’azione da manuale che si conclude con uno splendido scavetto di Victor Osimhen, che umilia Vestergaard prima di superare Schmeichel. Gli ingressi di Politano ed Ounas hanno cambiato radicalmente il volto alla gara: l’algerino crea sempre la superiorità numerica e l’esterno ex Inter ha il merito enorme di confezionare l’assist vincente per la zuccata di Victor Osimhen, che consente così al Napoli di pareggiare i conti. Ci sarebbe anche l’occasione di vincerla in modo clamoroso, con un’opportunità sulla testa di Rrahmani nel recupero e anche in virtù dell’espulsione di Ndidi, provocata ancora dal solito Adam Ounas. Non c’è più tempo però al King Power Stadium: il 2-2 è un risultato che accontenta di più il Napoli, uscito indenne dall’ostico campo del Leicester. I partenopei torneranno in campo il 30 ottobre in casa contro lo Spartak Mosca, uscito sconfitto nel primo incontro al cospetto del Legia Varsavia. Necessario vincere per avvicinarsi gradualmente all’obiettivo qualificazione, possibilmente direttamente agli ottavi di finale! La marcia è giusta.

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