Samba do Brazil

Samba do Brazil

🇧🇷 La Samba d’Assalto di Neres Stende la Roma: “Mas que nada”, il Napoli balla in vetta

Non è stata una vittoria di forza bruta, ma di pura, inebriante leggerezza. Il Napoli batte la Roma all’Olimpico per 1-0 e vola in testa alla classifica, agganciando il Milan. E se c’è una colonna sonora perfetta per descrivere questa ennesima prova di maturità azzurra, quella è senza dubbio “Mas que nada” di Sérgio Mendes: un mix di improvvisazione, ritmo sudamericano e gioia irresistibile.

Il Groove Contenuto di Conte

Antonio Conte aveva chiesto ai suoi di non farsi prendere dall’ansia del big match. E il Napoli ha risposto con una performance che, pur non essendo uno show pirotecnico, ha incarnato alla perfezione il “groove” brasiliano: compatto in difesa (straordinari Milinkovic-Savic, Buongiorno, Rrahmani e Beukema) e letale nell’accelerazione.

Per gran parte del primo tempo, la partita è stata una melodia bloccata, fatta di tentativi abbozzati da parte di una Roma volenterosa ma a tratti spenta spenta. I giallorossi di Gasperini non sono mai riusciti a trovare quello “swing” necessario per mettere in difficoltà la retroguardia azzurra. Alla fine, il loro sforzo si è risolto in un amaro “Mas que nada” – un nulla di fatto.

Il Solista Brasiliano: Neres Dice “Voglio Passare”

Poi, al 36′, è arrivato il lampo di genio che ha rotto l’equilibrio. Proprio come l’assolo improvviso in un brano jazz-samba, il Napoli ha innescato una ripartenza fulminante.

L’azione si è conclusa sui piedi di David Neres, l’uomo del giorno. Ricevuto l’assist, il brasiliano ha fatto esattamente quello che il testo della canzone suggerisce: “Sai da minha frente eu quero passar” (Togliti dalla mia strada, voglio passare). Un controllo orientato perfetto, un dribbling secco e la conclusione che ha fulminato Svilar. È un gol da artista, un flash di pura qualità carioca che ha trasformato la tensione in gioia.

La Danza del Vantaggio

Una volta in vantaggio, il Napoli non si è chiuso a riccio, ma ha iniziato a controllare il ritmo. Con Lobotka a dirigere l’orchestra a centrocampo, gli azzurri hanno rallentato e accelerato il gioco a piacimento. “Essa é a dança que eu trago” (Questa è la danza che porto con me), sembrava dire la squadra, portando avanti un palleggio chirurgico che ha costretto i romanisti a correre a vuoto.

Alla fine, il fischio finale ha sancito la terza vittoria consecutiva e l’aggancio in testa alla classifica. La vittoria di Roma non è stata solo una questione di tre punti, ma la conferma che questo Napoli ha trovato la sua “danza” vincente: è spavaldo, veloce, letale.

 

 

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