Si complica tutto…

 

Vincere doveva aiutare a vincere: il Napoli parte bene, poi Mario Rui la combina grossa facendosi espellere e lo Spartak cala il tris al Maradona. Sconfitta che pesa come un macigno.
Gli azzurri cercano di continuare la propria marcia ultrapositiva in casa contro lo Spartak Mosca, in una gara che vale tanto nell’economia del girone. Spalletti effettua un leggero turnover rinunciando soprattutto a Victor Osimhen, che viene rimpiazzato dal primo minuto da Andrea Petagna. Primo tempo a dir poco concitato e folle: pronti-via i partenopei trovano la via della porta dopo soli tredici secondi: Petagna subito determinante nello scambio con Insigne, il quale la mette al centro trovando l’uscita goffa da parte di Maksimenko che regala la palla del vantaggio ad un lesto e preciso Eljif Elmas. Tutto sembra andare per il meglio, con il Napoli che controlla la gara senza alcun tipo di problema e anzi in più di una circostanza va anche vicino al raddoppio dilagando sia sulla corsia di destra che su quella mancina. Di Lorenzo e Politano creano puntualmente la superiorità numerica su quel versante del campo, tuttavia manca sempre il cross preciso in area. Petagna è generosissimo: guida il primo pressing, si fa trovare pronto anche sulla linea di metà campo e si procura un paio di occasioni pericolose non trovando però il tempo giusto per andare alla conclusione. Quando il secondo gol sembra ormai nell’aria arriva l’episodio che capovolge il match: al trentesimo Mario Rui entra pericolosamente su Moses e il direttore di gara, dopo il consulto VAR, manda negli spogliatoi il terzino portoghese. La partita si indirizza sui binari dell’alta tensione e del nervosismo: Promes e Ponce si rendono più vivaci nell’area avversaria, mentre Elmas è costretto ad agire per una decina di minuti nel ruolo di terzino destro e viene costantemente puntato dagli uomini di Rui Vitoria. Al quarantesimo Spalletti è costretto a correre ai ripari inserendo Malcuit in luogo di Lorenzo Insigne e schierando un 4-4-1 con Elmas e Politano sulle fasce. Lo Spartak alza inevitabilmente i ritmi cercando di sfruttare la superiorità numerica ma un intervento provvidenziale e anche un pò fortunato di Di Lorenzo con il ginocchio evita il peggio. Direzione di gara che si rivela decisamente negativa: il signor Kruzliak ravvede un fallo inesistente di Politano ai danni di Promes e decreta il penalty: altra corsa al VAR, rissa sfiorata tra le due squadre e rigore revocato. Ad inizio ripresa entrano Osimhen e Anguissa al posto di Petagna e Zielinski. Gli uomini di Rui Vitoria attaccano a spron battuto e soprattutto sulla destra riescono a far male, complice la serata da incubo di uno spaesato Malcuit, che sbaglia quasi tutti i tempi di intervento e si perde la marcatura degli esterni russi. È il solito Victor Moses a fare la differenza, andando sul fondo e mettendo una palla perfetta per Promes, il quale trova il guizzo vincente anche grazie ad una deviazione fortuita di Koulibaly. I padroni di casa cercano di imbeccare Osimhen in tutti i modi, dal momento che è uno dei pochi a poter far salire il baricentro e a guadagnarsi falli preziosi. Moses però continua a dominare sulla propria fascia e consente a Sobolev di colpire di testa in area, ma quest’ultimo non inquadra la porta. Saltano tutti gli schemi: il Napoli vuole vincerla e si scopre eccessivamente venendo così beffato a dieci minuti dal termine in virtù di una bella progressione di Ayrton, che poi scarica per Ignatov dal limite per il vantaggio dei russi. Il solito Osimhen provoca il doppio giallo ai danni di Caufriez, ma il Napoli non riesce a ritrovare equilibrio in mezzo al campo e subisce la terza rete che porta la firma di Quincy Promes. Allo scadere segna Osimhen su assist di Di Lorenzo, ma non basta per la rimonta. Prima sconfitta stagionale per gli azzurri: pesantissimo il ko di questa sera, che determina il sorpasso dello Spartak Mosca sui partenopei. Legia Varsavia in fuga a 6 punti. I polacchi saranno i prossimi avversari del Napoli il prossimo 21 ottobre allo stadio Maradona. Ora il Napoli non può sbagliare più: servono soltanto vittorie per qualificarsi. Si è complicato tutto…

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