Spalletti in conferenza: “Ho diverse valutazioni da fare ancora. Koulibaly è fortissimo. E su Insigne….”

Nella prima conferenza stampa nel ritiro di Dimaro, ha parlato il mister del Napoli, Luciano Spalletti:

Quali devono essere le tre caratteristiche che vuole vedere in campo sempre nonostante il risultato?

“È importante consegnare qualcosa ai calciatori, di stimolante che li possa motivare sia in allenamento che in partita. Secondo me le qualità più importanti fanno parte dei giocatori, giocando nella trequarti avversaria, con Osimhen davanti sarà più facile vedere cose buone.”

C’è stato qualcuno che l’ha sorpresa in particolare fino a questo momento?

“È ancora presto per tirare le somme, mancano ancora tanti campioni, per cui aspettiamo di avere tutto il gruppo a disposizione ed essere più precisi.

Incitare il pubblico qui a Dimaro negli allenamenti, quanta importanza ha?

“È bello vedere tante persone che rinunciano alle sospirate ferie per essere più a supportarci, però è anche una responsabilità per noi.”

La vittoria dell’Italia ad Euro 2020, che ripercussioni potrebbe dare al calcio italiano?

“Roberto ha dimostrato il suo valore, la squadra ha saputo soffrire anche stando in un angolo a volte, io dico sempre che sono fondamentali i giocatori, però in questo caso l’allenatore ha fatto la differenza.”

Lei prima di vederlo in campo, aveva già parlato di Osimhen, vedendolo in campo che effetto le ha fatto? Sarà un Napoli Osimheniano?

“È un calciatore completo sotto tutti i punti di vista, sa segnare e mette tanto altro in campo. Soprattutto il battersi per i compagni di squadra, perché se comincia lui è più facile per gli altri seguirlo. Ha qualche punto che deve migliorare, per questo ci voglio lavorare bene e lui accetta sempre e segue tutto quello che gli dico.”

Essere un allenatore definito aziendalista le fa piacere?

“Secondo me è corretta come definizione, trovare le soluzioni dei problemi insieme alla società. È inutile andare a creare dei debiti, è più importante lavorare con quello che si ha a disposizione, ad ottimizzare il tutto. Come ho detto in precedenza bisogna avere una squadra forte, per lottare per la Champions League. Ci saranno partite che dovranno giocare quelli che giocheranno di meno, avendo tre compezioni. Anche un punto farà la differenza.”

Ha in mente un Napoli che può giocare con più moduli?

“È stimolante per i calciatori avere più opzioni durante le partite, essere imprevedibili per gli avversari. Nel 4-2-3-1 il vertice alto è fondamentale, ma anche la fase di non possesso conta molto, cercare di sfruttare le debolezze delle difese, non sostare sulla linea difensiva.”

Che gruppo pensa di trovare a Napoli, considerando l’importanza di Insigne nel progetto?

“Ho trovato un bel gruppo, però mancano ancora tante pedine alla scacchiera, andranno sicuramente ad impreziosire il tutto. Lorenzo l’ho chiamato e gli ho mandato un messaggio, ho sentito un vero capitano, di fronte si trovano il capitano del Napoli ed il presidente della squadra, due personalità forti, appena tornerà il ragazzo vedremo cosa succederà.”

In quali reparti si necessitano rinforzi?

“Ho da fare ancora delle valutazioni, chiaro che questa squadra ha bisogno di ruoli doppi, giocando per esempio di giovedì e poi la domenica. L’importante sono i giocatori e poi l’allenatore di conseguenza.”

Il dualismo di Meret ed Ospina avrà luogo nuovamente?

“Domani chiamerò David, quindi posso dire che abbiamo due portieri forti, parliamo di un ruolo che ha bisogno come gli altri di due persone preparate mentalmente e fisicamente.”

Cosa pensa del rapporto tra la Val di Sole ed il Napoli?

“È un posto bellissimo, se ci sono io l’anno prossimo non verremo più, ci sono delle distrazioni ed è un posto di vacanza, è difficile dire ai ragazzi che qui si lavora. Faccio i complimenti al sindaco e a tutti gli addetti ai lavori.”

Che lavoro chiederà ai centrocampisti?

“Quando la squadra è in avanti, di seguire gli attaccanti e supportarli, devono correre tanto ed essere dinamici. Il centrocampista deve avere la caratteristica di essere sempre al centro di tutto, deve stare dentro al pallone. Demme ci riesce benissimo, Elmas anche, corrono tanto e danno una mano quando ce n’è bisogno. Lobotka mi fa piacere vederlo, lo avevamo osservato anche ai tempi dell’Inter, su Gaetano ho da fare ancora delle valutazioni, è un talento.”

Lei ha a disposizione diversi giovani, ha in mente qualche azzardo?

“Bisogna analizzare gli obiettivi della squadra. Tutino? È un campioncino, però come gli altri ha bisogno di valutazioni precise, abbiamo Osimhen quindi vedremo che fare.”

Che ne pensa di Manolas e Koulibaly?

“Koulibaly è un giocatore che tutti vorrebbero avere, è un vice capitano, se fosse per me rimarrebbe a Napoli, trovare il suo sostituto è difficile. Anche in campo fa sentire la sua presenza, anche per quello che ha dimostrato in questi anni. La coppia difensiva è importante per prendere gli avversari alti, permettono di far tutto ai compagni. ”

Cosa pensa della linea difensiva?

“Gli allenamenti della linea difensiva sono importanti, è una parte fondamentale della squadra, ma deve essere supportata da tutti e undici i ragazzi in campo. Il difensore deve avere un tempo di lettura per attaccare o scappare, e deve scegliere dove forzare di più a seconda delle situazioni. Si deve cominciare l’azione bene.”

Cosa manca in questa rosa?

“Bisogna fare delle valutazioni, Ghoulam ha bisogno di tempo ed anche noi per capire se c’è bisogno di rinforzi in quel reparto. Di Lorenzo? È un treno e lo ha dimostrato di essere forte, Malcuit ha tanto da dare, però difensivamente deve migliorare un pó, Mario Rui anche.”

Trova analogie tra Inter e Napoli per il lavoro che deve fare quest’anno?

“Lottare per la Champions è difficile, dobbiamo lavorare, non si posso fare paragoni con il passato, le cose si evolvono e migliorano. Guardo i club e gli allenatori che ci sono, sono leggermente più avanti, io spero di andare avanti con questo gruppo, indietro ci sono stato e non voglio ritornare.”

Si è parlato solo di campo o anche di mercato in questo inizio ritiro?

“In un momento come questo, sia il presidente che Giuntoli mi stanno aiutando a prendere delle decisioni importanti, e lo saranno per tutta la durata della stagione.”

Sotto quale aspetto bisognerà migliorare?

“L’aspetto caratteriale è molto importante perché è quello che si mette in campo quasi sempre. Senza vedere solo bianco o nero ma anche le sfumature di grigio che pervadono alcune situazioni.”

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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