The Sound of Silence – Disturbed
Il suono del silenzio: quando il Napoli non riesce più a farsi sentire. Ci sono pareggi che lasciano qualcosa. E poi ci sono pareggi che lasciano soprattutto silenzi.
Fiorentina-Napoli 1-1 appartiene alla seconda categoria. Un punto conquistato al Franchi, ma con la sensazione che ancora una volta sia mancato qualcosa per trasformare una partita giocabile in una vittoria. Gilmour aveva acceso una piccola luce al 23′, con un bellissimo tiro al volo nato da uno schema studiato in allenamento. Poi, però, quella luce si è spenta troppo presto.
E allora viene naturale pensare a “The Sound of Silence” dei Disturbed.
Non è soltanto una canzone triste. È una canzone che racconta un’atmosfera, quella di qualcosa che dovrebbe essere vivo, rumoroso, capace di farsi sentire, ma che invece rimane sospeso in un silenzio quasi assordante.
È quello che oggi sembra essere il Napoli.
Dopo il vantaggio, gli azzurri non riescono a dare il colpo decisivo alla partita. La Fiorentina torna fuori dagli spogliatoi con un’altra energia e al 51′ trova il pareggio con Jiménez, aiutato dalla deviazione di Marin. Da quel momento il Napoli prova a reagire, crea occasioni e nel finale sfiora nuovamente il gol, ma De Gea nega la rete agli azzurri.
Il problema, forse, non è soltanto il risultato.
È la sensazione di non riuscire a dare continuità.
Dopo la vittoria contro il Bologna, ci si aspettava un segnale. È arrivato soltanto a metà: un punto, una prestazione combattuta, ma ancora una volta la difficoltà nel chiudere le partite. Lo stesso Allegri, al termine del match, ha parlato di poca lucidità nelle scelte offensive e di una squadra che deve crescere in determinazione e concretezza sotto porta.
Ed è proprio qui che The Sound of Silence diventa la colonna sonora perfetta.
Perché il silenzio non è necessariamente la fine. A volte è semplicemente il momento in cui non sai ancora quale sarà la prossima parola.
Il Napoli oggi sembra essere esattamente lì: in attesa di ritrovare la propria voce.
Un gol di Gilmour aveva fatto sperare. Il pareggio di Jiménez ha riportato tutti con i piedi per terra. Le occasioni finali hanno lasciato quel classico “si poteva fare di più” che ormai accompagna troppo spesso le trasferte azzurre.
E così il viaggio da Firenze verso Napoli non porta con sé la rabbia di una sconfitta, ma qualcosa di forse ancora più difficile da gestire: il rammarico.
Un punto. Un’altra occasione non sfruttata.
Un’altra partita in cui il Napoli avrebbe potuto cambiare il proprio momento, ma non ci è riuscito.
E nel silenzio del Franchi, al triplice fischio, rimane una domanda: quando tornerà a farsi sentire davvero questo Napoli?


