Tre soli gol subiti in 9 partite. Quali sono i segreti della fase difensiva del Napoli?

Molti già paragonano il Napoli di Spalletti all’ultimo Napoli di Sarri. Non per il gioco, ma quantomeno alcuni numeri, nelle prime 9 partite di campionato, sono simili. Ad esempio i punti in classifica, ben 25. Tre anni fa era la Juventus l’avversaria numero uno del Napoli, stavolta è il Milan. Ma il dato che maggiormente ha caratterizzato l’attuale Napoli è quello dei gol incassati: appena 3! Un simile andamento, almeno nei 5 maggiori tornei europei, non ha eguali. Non è che l’attacco stia facendo sfaceli, tenendo conto delle 19 reti segnate. Ma il Napoli può permettersi perfino di vincere col minimo scarto, visto che subisce poco.

Quali sono gli elementi che, messi assieme, producono un simile andamento difensivo? Se guardiamo la difesa, teniamo presente che il Napoli non sta contando, quest’anno, sul miglior Manolas e che il quarto difensore centrale, Juan Jesus, è un calciatore praticamente inoperoso da due anni. Oltretutto il Napoli può contare solo su due terzini titolarissimi come Di Lorenzo e Mario Rui, visto che Malcuit e soprattutto Ghoulam il campo non lo vedono proprio. Dunque praticamente la difesa a quattro azzurra è quasi sempre la stessa: Di Lorenzo, Koulibaly, Rrahmani e Mario Rui. Già, davanti ad Ospina, una certezza assoluta. Ma è proprio l’aver ritrovato Koulibaly sotto le spoglie di muro invalicabile ed avergli affiancato una spalla come Rrahmani uno dei segreti di questo Napoli.

Eppure è riduttivo parlare solo del settore della difesa per raccontare dell’imbattibilità difensiva azzurra. Questa forza nasce innanzitutto dal sacrifico degli attaccanti e dalla forza d’urto che Anguissa ha portato al centrocampo del Napoli, cosa che giova soprattutto a Zielinski e a Fabian, notoriamente non proprio due assi nel difendere. Chissà quando avrà recuperato del tutto Demme quanto ancora potrà essere perfezionato il processo difensivo del Napoli? Il resto ce lo sta mettendo mastro Spalletti, uno che lavora minuziosamente su ogni dettaglio. Sulle palle inattive, su quelle scoperte, sulle marcature difensive, sul pressing alto, sulla discesa alternata dei terzini che così favorisce la nascita momentanea di una difesa a tre, ecc ecc ecc. Anche a Roma la squadra è stata quasi perfetta. Già, quasi, avendo regalato comunque una grande occasione ad Abraham su palla persa a centrocampo da Zielinski. Poi Ospina ha quasi fatto lavoro di ordinaria amministrazione. E si dia il caso che la Roma di Mourinho è una delle squadre che produce più palle gol della Serie A.

Ora non vogliamo usare titoli esaltanti per continuare ad accrescere quanto sopra detto, ma con una simile situazione difensiva, si sono vinti scudetti anche senza avere un attacco atomico. L’Inter di Conte insegna, avendo vinto una marea di partite col minimo sindacale. Con questo è impensabile dire che il Napoli vincerà lo scudetto, in fondo siamo solo ad un quarto di campionato, ma quantomeno una certa strada è stata tracciata.

EZIO PERRELLA

Translate »
error: Content is protected !!