Un anno di Napoli: dalla delusione atroce al grande sogno

Il 2022 è oramai alle spalle: 365 giorni a dir poco travagliati per il Napoli, che ha fatto vivere emozioni contrastanti ai propri sostenitori, i quali hanno accarezzato il sogno Scudetto, vissuto gli addii dei senatori come Mertens, Koulibaly e Insigne, per poi tornare a sognare a distanza di pochi mesi dalle perplessità e incertezze derivanti dalla rivoluzione operata in sede di mercato. Riviviamo le tappe principali dei dodici mesi dei partenopei.

Gennaio- Il 2022 sembra cominciare sotto una costellazione del tutto infausta e nefasta: il Napoli è bersagliato di positività al Covid-19 ed è costretto a giocare allo Stadium contro la Juventus con una formazione ridotta ai minimi termini. Ciononostante la compagine di Spalletti riesce a strappare un buon 1-1 per mantenere un piazzamento più che saldo in ottica qualificazione Champions. Pesa l’eliminazione agli ottavi di Coppa Italia contro la Fiorentina, caratterizzata da una goleada durante i tempi supplementari. In campionato, tuttavia, gli azzurri fanno un percorso netto vincendo contro Sampdoria, Bologna e Salernitana e ritrovando soprattutto Victor Osimhen, reduce dal bruttissimo infortunio rimediato contro l’Inter.

Febbraio- Addio Europa League ma clamoroso ribaltone in Serie A. Il Barcellona dimostra di essere un avversario nettamente superiore e in particolar modo al Maradona riesce a liquidare i partenopei esprimendo un palleggio estasiante, creando una quantità industriale di palle gol e annichilendo gli avversari. L’interesse principale è però rivolto al campionato. L’Inter capolista perde il derby e un giorno dopo il Napoli si impone al Penzo di Venezia grazie all’incornata di Victor Osimhen. Le milanesi iniziano a balbettare non poco, ma i partenopei non ne approfittano a dovere pareggiando in casa contro la formazione di Simone Inzaghi e ottenendo un punto in extremis contro un Cagliari in situazione disperata. Tra il 25 e il 27 febbraio accade l’imponderabile: il Milan non va oltre il pari in casa contro l’Udinese, l’Inter è inchiodata sullo 0-0 a Marassi e i partenopei fanno il colpo grosso all’Olimpico vincendo 1-2 al fotofinish grazie alla prodezza di Fabiàn Ruiz, che regala il primato al Napoli.

Marzo- Giorno 6: delusione enorme. Si affrontano le due squadre in vetta alla classifica, Napoli e Milan. Al Maradona va in scena una gara piuttosto soporifera, senza grossi sussulti ma è decisiva la zampata del solito Olivier Giroud, che prende in controtempo Koulibaly e gela il pubblico di fede azzurra. Ennesima chance fallita di dare la spallata decisiva alla stagione e forse anche alla propria storia. Ciononostante l’Inter continua ad arrancare, mentre Osimhen si carica sulle spalle tutto il gruppo siglando quattro reti in una settimana che consentono al Napoli di superare la resistenza di Hellas Verona e Udinese. Si va alla sosta per le Nazionali con un alone di speranza, e con la consapevolezza che tutto possa dipendere dal match di Bergamo e da ulteriori eventuali passi falsi delle due milanesi.

Aprile- Giorno 3, ore 15:00. Vola il Napoli, autore di una prestazione stratosferica al cospetto dell’Atalanta. Sorprendente la gara di Zanoli, impeccabili Mertens, Insigne e Politano. Il tris firmato da Elmas è il manifesto dell’estasi e della convinzione, rivelatasi errata, che qualcosa di grosso possa essere all’orizzonte. Nella stessa giornata l’Inter espugna lo Stadium, ma ciò che desta meraviglia è il pareggio a reti bianche tra Milan e Bologna. Il traguardo che sembrava vicino tuttavia si cancella definitivamente nel giro di soli otto giorni. L’attesa delle due gare casalinghe contro Fiorentina e Roma si trasforma in un incubo: un solo punto e addio sogni di gloria. Divampa legittimamente la contestazione, incrementata a dismisura in seguito alla sciagura del Castellani culminata nella rimonta dell’Empoli, che non vinceva tra l’altro dalla gara del girone d’andata al Maradona. Clima e ambiente avvelenato. Il mese si conclude con sei reti realizzate contro il Sassuolo e qualificazione aritmetica in Champions, ma prevale ancora l’amarezza…

Maggio- Successo esterno degli azzurri contro il Torino, poi arriva la domenica del saluto definitivo di Lorenzo Insigne che segna su rigore contro il Genoa retrocesso. Dichiarazioni al veleno di Spalletti in conferenza stampa, che rivendica la stagione positiva dopo due annate a dir poco complesse. Il successo di La Spezia decreta la parola fine al campionato: terzo posto raggiunto, ma non c’è soddisfazione nell’aria.

Arrivano i mesi estivi, infuocati non solo per le temperature ma soprattutto per le operazioni di mercato in entrata e uscita. Comincia una rivoluzione totale, caratterizzata dagli addii di Insigne, Ghoulam, Koulibaly, Mertens, Fabiàn Ruiz, Ospina… una frangia consistente della tifoseria vorrebbe indirizzare la società verso Bari, ma in silenzio, senza estrema pubblicità il Napoli si ritrova dei talenti straordinari in rosa, come Kvaratskhelia, Kim Min-Jae, Olivera e  Ostigard per poi completare l’opera con i colpi di agosto: Simeone, Raspadori e Ndombele. Nel frattempo le amichevoli estive non danno segnali rassicuranti, anzi…

Agosto- Parola al campo, spazio alle partite che contano per davvero. Il nuovo Napoli annienta Verona e Monza, sfoggiando le qualità estreme di Kvicha Kvaratskhelia, autore di tre reti straordinarie e giocate di pregevole fattura. Dopo il pareggio esterno contro la Fiorentina arriva il primo vero passo falso, con l’1-1 contro il Lecce al termine di una gara ampiamente negativa e scelte di formazione piuttosto discutibili.

Settembre- Che meraviglia il Napoli! Percorso netto in campionato e soprattutto in Champions League. Splendida prestazione all’Olimpico contro la Lazio: vittoria esterna che porta la firma dei novelli Kim e Kvara. Mercoledì 7 si scrive una pagina di storia: al Maradona gli azzurri abbattono totalmente i vice-campioni di Europa del Liverpool, vincendo 4-1 una partita da extraterrestri con la prima marcatura europea di Simeone; unica nota stonata l’infortunio di Osimhen. Raspadori al novantesimo manda ko la bestia nera Spezia, mentre tre giorni dopo il Napoli conquista una vittoria storica in Scozia al cospetto dei Rangers. Giorno 18: Milan-Napoli. Partita soffertissima che si gioca sul filo del rasoio. La decide il Cholito Simeone grazie ad un colpo di testa prodigioso su assist di Mario Rui: Napoli primo.

Ottobre- Nel primo giorno del mese il Napoli strapazza anche il Torino, giocando un primo tempo da favola. Magistrale Anguissa, autore di una doppietta da urlo. Giorno 4: alla Johan Cruijff Arena si può ammirare un Napoli tutt’altro che umano. Dopo il vantaggio di Kudus la formazione di Spalletti ne rifila addirittura sei all’Ajax, dimostrando di essere devastanti in qualunque zona del campo. A Cremona è fondamentale il solito Simeone, poi l’Ajax incassa altri quattro gol al Maradona che spediscono il Napoli agli ottavi. Torna Osimhen, protagonista del successo sofferto in casa contro il Bologna. Sette giorni dopo i partenopei tornano all’Olimpico e battono anche la Roma con un eurogol del centravanti nigeriano. Un capolavoro assoluto, una macchina perfetta. Simeone e Ostigard piegano i Rangers, poi ancora Osimhen (con una tripletta) e Kvaratskhelia mettono al tappeto il Sassuolo. Inarrestabili!

Novembre- Arriva la prima sconfitta, del tutto indolore, ad Anfield ma il Napoli conclude un girone perfetto al primo posto. A Bergamo altra svolta: dopo la rete di Lookman arriva subito la rimonta confezionata dal famelico Osimhen e da Elmas, chiamato a sostituire Kvra. Sempre più lanciati. Nel turno infrasettimanale gli azzurri battono a fatica l’Empoli e vanno a +8 sul Milan secondo. L’ultimo impegno prima della lunga pausa dovuta ai Mondiali è al Maradona contro l’Udinese. Ennesimo show partenopeo, anche se le due reti friulane negli ultimi minuti fanno venire le palpitazioni ai tifosi. Si chiude una prima metà di stagione stratosferica: primi in tutto!

Dicembre- Il Napoli riprende ad allenarsi in Turchia, vincendo due amichevoli contro l’Antalyaspor e il Crystal Palace: in grande spolvero Jack Raspadori. Le ultime due uscite però fanno un pò allarmare, a causa delle sette reti incassate tra Villarreal e Lille, frutto anche dei carichi di lavoro intensi in vista della ripresa della stagione.

Le prospettive per il 2023 sono tra le più illustri in assoluto. Al Napoli il durissimo compito di realizzare i più rosei auspici, per poter davvero scrivere la storia!

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