VENTURA NON VA CAMBIATO MA VENTURA CAMBI IL NAPOLI

Troppo facile gettare la croce addosso al tecnico. E’ la prima operazione che, di solito, la critica attua quando una squadra non gira. Se poi la squadra si chiama Napoli, e per la categoria ha la carrozzeria di una Ferrari, il pilota finisce sul banco degli imputati ancor prima di entrare in aula. La critica però non valuta che il motore non è quello di una Ferrari. Sarà quello di una Lamborghini, ma è avvicinabile a quello di una Ferrari solo se lo consideriamo, anche se provvisoriamente, andato in tilt. Quello attuale non è un Napoli in grado di vincere il campionato, anche se la zona play-off la può attraversare senza paura di finire fuoristrada. Ed alla guida ci può stare Ventura, sempre che capisca che il Napoli, non essendo un’utilitaria ma un modello di lusso, ha bisogno di manutenzione d’eccezione. In attesa che il direttore generale intervenga sul mercato, fino a gennaio c’è bisogno che il tecnico indossi la tuta del meccanico e apporti le necessarie modifiche tecniche e tattiche per far girare al meglio il motore di quella che può essere vista – ma non lo è – una Ferrari. E’ sotto gli occhi di tutti, con il 3-5-2 il Napoli non va. Sia Ignoffo che Scarlato necessitano di una spalla, situazione risolvibile con il cambio di impostazione della difesa: una linea che deve necessariamente passare da tre a quattro uomini. Tanto più che il problema si ripropone a centrocampo: sulla sua fascia, Mora è costretto a lunghe praterie, in fase difensiva scala in linea con Terzi e gli altri due difensori. Per evitare scompensi tattici ed accontentare il presidente e tutti gli altri tifosi, schierando contemporaneamente Toledo e Abate sulle fasce si verrebbe a capo anche del problema in mediana. Nel 3-5-2, il ruolo che ricopre Gatti snatura il bravo ex perugino, chiamato a responsabilità che non possono ricadere sulle sue spalle. Corrent (o Montesanto) e Corneliusson non hanno interpretato al meglio il ruolo loro offerto: ecco perché, in una mediana "a quattro", affiancare a Gatti un Corrent darebbe al modo al Napoli di organizzare la manovra, nell’attesa che il ruolo venga coperto al meglio a gennaio con l’acquisto di un regista alla Fontana. Nel frattempo, a Sosa andrebbe affiancato – in attesa di Pozzi – il buon Varricchio, la migliore spalla per El Pampa: il corazziere argentino diventa pesante per il Napoli e non per l’avversario se non adeguatamente supportato. E, nel 3-5-2, il ruolo di Berrettoni non è contemplabile per caratteristiche e gioco di squadra. I risultati, tra l’altro, sono sotto gli occhi di tutti. Il Napoli ha un progetto, e De Laurentiis comincia a capire che la squadra viene prima di ogni sogno di gloria. E sa anche che la serietà è il progetto, che non si può cambiare un allenatore perché perde con il Chieti o con la Fermana. Ventura non va cambiato per questo, ma Ventura cambi il Napoli perché il Napoli è migliorabile. Può e deve accorgersene in tempo, e per il bene di tutti è bene che lo faccia subito

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