Volevo essere un duro

Volevo essere un duro

In un campionato con tre squadre ai vertici in soli tre punti, è inevitabile pensare al rullino di marcia delle ultime quattro partite: tre pareggi con Udinese, Roma e Lazio e una sconfitta con il Como. Risultato finale, secondo posto e tre punti conquistati a malapena.

Spostando però l’attenzione su quella che è la miglior difesa del campionato, non si può non riflettere un attimo su Amir Rrahmani, il Kosovaro è stato sicuramente uno dei migliori nella prima parte di stagione ma nelle ultime uscite, lucidità e sicurezza sembrano un miraggio nel deserto.. complice anche il cambio di modulo passando provvisoriamente da una difesa a quattro ad una difesa a tre.

Nella linea a quattro dove siamo stati abituati a vederlo, Amir si è sempre destreggiato alla grande, con e senza Buongiorno arrivando ad essere lui il vero e proprio leader difensivo. Sicuramente per registrare i movimenti di una linea a tre c’è bisogno di tempo ma ciò non deve essere un alibi. Rrahmani appare ora essere molto in affanno, nella concentrazione e soprattutto nelle scelte come in occasione del gol di Isaksen, quando Rrahmani decide di allontanare un pallone vagante di testa centralmente che ha poi portato a quel momentaneo 1-0. Andando avanti nel rullino di queste partite, l’ultimo episodio è quello di domenica contro il Como, in due occasioni.

In primo piano c’è l’autogol, che per quanto possa essere un episodio “sfortunato” in realtà nasconde un errore di comunicazione e un errore nella scelta, facendo un retropassaggio al volo senza guardare che la porta era sguarnita.. nel secondo tempo poi, in occasione del gol di Assane Diao, è ancora Rrahmani che appare come disorientato e confuso girandosi su se stesso e perdendo di vista giocatore e pallone.

Cosa è successo? È un problema tattico per i movimenti di una difesa a tre inusuale o anche Amir ha delle “crepe” mentali come detto in generale dal mister?

Il punto forte della difesa a tre è quello di poter coprire meglio la zona centrale, dove sicuramente la comunicazione del reparto fa da padrone. Al contrario, in fase di non possesso è importante capire come coprire le zone laterali, dove i centrali devono avere una buona struttura fisica, una discreta velocità negli scambi e saper leggere le situazioni di uno contro uno quando i quindi sono sbilanciati in avanti.

Con il rientro di Olivera e Spinazzola e il ritorno della difesa a quattro, la speranza è quella che Amir ritrovi fiducia in sé stesso e un’applicazione da manuale per tutti e 90′ nelle prossime e ultime 12 partite restanti per provare a conquistare più punti possibili, senza “regalare” niente agli avversari

Amir Rrahmani

 

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