Bar Sport: si festeggia dopo il successo contro il Bologna
Al Caffè Napoli stamattina le facce sono diverse. Non c’è l’euforia delle grandi vittorie, ma nemmeno quell’aria pesante delle ultime settimane. Il giornale è aperto sul bancone, la televisione manda gli highlights senza volume e Gennaro canticchia mentre sistema i bicchieri.
Mimmo lo guarda.
«Gennà, ma che tien a cantà? Abbiamo vinto uno a zero.»
«Appunto. Quando perdi ti lamenti. Quando vinci pure. Aggia aspettà ’o cinque a zero?»
Salvatore sorride.
«Io ieri ho visto una squadra migliore.»
Ciro alza gli occhi dal giornale.
«Nel secondo tempo.»
«Vabbè, sempre meglio di niente.»
«Eh… però ‘o primm tiempo nun me l’aggio scurdato.»
Pasquale annuisce.
«Però la squadra sta crescendo. Con l’Inter, nonostante com’è finita, qualcosa avevi visto. Con l’Arsenal pure. Ieri un altro passettino. Non siamo arrivati da nessuna parte, sia chiaro. Ma almeno mi sembra che stiamo andando nella direzione giusta.»
Mimmo si sporge sul bancone.
«E poi, vulimme parlare ro’ guaglione.»
Ciro abbassa il giornale.
«Favasuli?»
«E chi sennò? Entra e dopo cinque minuti pare che sta giocando titolare da tre anni.»
Salvatore sorride.
«Tunnel, corsa, personalità. E poi l’assist a Lobotka.»
Ciro scuote la testa.
«A me dell’assist interessa fino a un certo punto. M’è piaciuto proprio come è entrato.»
Mimmo lo guarda.
«Professò, stamattina stai troppo buono. Che è successo?»
«Fammi finire. Un ragazzo giovane, quando entra in una partita così, normalmente pensa prima a non sbagliare. Questo no. Ha preso palla e ha puntato l’uomo. Ha rischiato. Ha giocato. E quella roba là non te la danno le statistiche.»
Pasquale annuisce.
«Personalità.»
«Quella. Poi magari fra due partite sbaglia tutto e lo massacriamo…»
Gennaro si gira.
«“Lo massacriamo”? Tu.»
«Io valuto.»
«Sì, sì… tu valuti.»
Scoppiano a ridere.
Salvatore prende il giornale.
«Però una cosa ad Allegri gliela dobbiamo riconoscere. Politano e Vergara fuori all’intervallo, Lang e Favasuli dentro. E la partita è cambiata.»
«È vero.» dice Pasquale. «E forse piano piano stiamo cominciando pure a capire che squadra vuole costruire.»
Ciro torna a guardare il televisore.
«Comunque sapete che cosa mi è piaciuto più di tutto?»
«Ancora Favasuli?»
«No. Sull’uno a zero non ho avuto la stessa sensazione dell’Inter.»
Salvatore annuisce.
«Vero.»
Mimmo fa una smorfia.
«Eh, Professò… però aspetta. ‘O Bologna nun è l’Inter.»
Ciro si gira.
«E che vuol dire?»
«Vuol dire che a San Siro, quando quelli fanno il due a uno, ti viene addosso uno stadio intero. E davanti tieni Lautaro, Thuram e tutta quella gente là. Ieri era un’altra storia. Un conto è gestire il Bologna al Maradona, un conto è tenere l’Inter a San Siro.»
Pasquale fa cenno di sì.
«Mimmo non ha torto.»
Mimmo spalanca le braccia.
«Oh! Finalmente! Ripetilo, Pasquà, che voglio registrarlo.»
«Nun t’allargà. Ho detto che non hai torto, non che hai ragione.»
Gennaro ride dal bancone.
«È ingegnere. Le parole le pesa.»
Pasquale continua.
«Però Ciro dice una cosa giusta. L’avversario cambia, certo. Ma conta pure come reagisci tu. Ieri sull’uno a zero il Napoli non mi è sembrato impaurito. Non ha avuto quella frenesia di dover fare subito il secondo. Ha saputo stare dentro la partita.»
Ciro indica Pasquale.
«Ecco. Io questo sto dicendo. Non è che mo’ abbiamo risolto tutto. Però magari qualcosa l’abbiamo imparata.»
«Magari.» ripete Mimmo.
«Eh.»
Salvatore sorride.
«Quindi stiamo crescendo.»
Ciro lo guarda.
«Piano, Salvatò.»
Mimmo scuote la testa.
«Professò, ma nu complimento sano sano lo riesci a fare? Senza “forse”, “magari”, “piano”…»
Ciro piega il giornale.
«Quando vinciamo la Champions.»
Gennaro raccoglie una tazzina.
«E speriamo che succede presto, allora.»
Poi guarda gli altri.
«Comunque siete fenomenali. Quattro giornate: prima il funerale, poi la resurrezione, poi n’ato funerale e mo’ stamm’ turnann’ a campà.»
Salvatore ride.
«E quindi?»
Gennaro alza le spalle.
«E quindi forse il Napoli deve ancora capire quanto è forte.»
Si ferma un attimo.
«Ma secondo me pure nuje avimma ancora capì che Napoli è.»
Ciro lo guarda.
«Hai detto “forse”.»
«Eh, Professò. Ti frequento troppo.»
Mimmo scoppia a ridere.
«Gennà, faglielo pagare doppio.»
Gennaro prende il giornale dal bancone.
«No. Il Professore paga quando vinciamo la Champions.»
Ciro si avvia verso la porta.
«Allora staje frisco.»
«E infatti. Però da stamattina ho un’altra sensazione: non vinciamo la Champions, ma almeno è cominciato il nostro campionato».
Vincenzo Mugione

