Calafiori è un crack: le 5 caratteristiche tecnico-tattiche per il suo acquisto!

 L’ennesima prestazione superlativa del Bologna che batte nella gara contro la Roma per 3-1, grazie ad una clamorosa partita di Riccardo Calafiori. Il difensore dei felsinei, ex giallorosso e Basilea, si è confermato il crack per eccellenza di una stagione perfetta degli emiliani. Nel calcio di oggi il difensore si è tolto le vesti da distruttore e si è trasformato in costruttore, esempio Kim con il Napoli nella stagione 2022-23. Persino chi fa il centrale non gioca più in modo passivo, non vive più di reazione, non è l’ombra dell’attaccante. E’ una forza scatenante, va alla ricerca del controllo anche in marcatura. Riccardo Calafiori è arrivato a Bologna in silenzio, teoricamente era un’alternativa ai titolari. Poteva giocare sia terzino sinistro che difensore centrale, e nelle gerarchie partiva dietro Lucumi, Beukema e Kristiansen. Ma in poche settimane si è guadagnato un posto da titolare, diventando uno dei protagonisti assoluti della stagione. Non solo quella della squadra rossoblu. Thiago Motta ha fatto subito il suo nome quando gli hanno chiesto qual è il giocatore che finora lo ha impressionato di più: «Calafiori sta vivendo un momento fantastico», ha detto il tecnico. «Anche l’altra sera è entrato e gli abbiamo chiesto qualcosa di diverso. Lui non chiede il perché, lui è convinto. E appena gli dici qualcosa, la fa».

Le caratteristiche tecniche di Calafiori:

In questo momento, se guardiamo alla Serie A e all’Italia in generale, nessuno incarna questo cambiamento meglio di Riccardo Calafiori. Classe 2002 che con la maglia del Bologna, la squadra a cui si è unito ad agosto scorso, acquistato dalla Roma per una cifra irrisoria (circa 3 milioni di euro dopo che l’ex giallorosso si era unito al Basilea) sta reinterpretando in modo magistrale, e soprattutto moderno. Per capire cosa intendiamo, basta guardare una partita qualsiasi della squadra di Thiago Motta. Ed ecco un suggerimento specifico: il 9 gennaio 2024, all’inizio dei supplementari dei quarti di finale di Coppa Italia, in casa della Fiorentina, una delle azioni più pericolose della gara nasce da un duello tra Bonaventura e Calafiori. Un duello in cui il difensore del Bologna sovrasta l’avversario in tutti i modi possibili. Lo sovrasta fisicamente, dall’alto dei suoi 188 centimetri. Lo sovrasta mentalmente, anticipando le sue intenzioni. Il giocatore senza ombra di dubbio è seguito dai top club italiani, tra cui il Napoli. I campani che potrebbero prelevarlo dal Bologna per sostituire definitivamente con un anno di ritardo Kim Min-Jae. Di seguito, andiamo ad analizzare le 5 ragioni tecnico-tattiche che potrebbero spingere il nuovo DS Manna ad acquistare anche ad una cifra alta Riccardo Calafiori:

Le caratteristiche tecnico-tattiche di Riccardo Calafiori:

Analizzeremo sia dal punto di vista difensivo che da quello offensivo. Perché sì il giocatore emiliano sa interpretare perfettamente anche quella fase, ben 5 ragioni per prelevare dai felsinei Calafiori:

1)QUALITÀ ECCELSA NELLA MANOVRA OFFENSIVA- Il giocatore del Bologna rappresenta uno dei perni fondamentali dello scacchiere di Thiago Motta. Nel blocco a 4 riesce a muoversi tra le linee, servire Zirkzee in profondità oppure allargare verso Orsolini o Ndoye sulle due fasce. Un esempio l’assist di Calafiori che porta al gol di Orsolini contro la Salernitana è specchio della sua qualità. Un’apertura di 50 metri, simile alla Bastoni, che mette in risalto una qualità clamorosa dell’ex Roma. Inoltre le assistenze servite dal centrale italiano sono ben 4, un numero clamoroso per un centrale. Considerando anche i terzini del Napoli, Calafiori possiede più assist di tutto il blocco difensivo azzurro. Mentre uno dei due centrali rossoblu imposta l’azione, l’altro si stacca dalla linea e sale, occupando lo spazio solitamente calcato dalle mezzali.

2) GIOCATORE ABILE NEL GIOCO AEREO- Non solo qualità offensiva ma anche difensiva, possedendo una struttura fisica clamorosa il giocatore italiano mette in risalto una caratteristica fondamentale: il gioco aereo. Oltre ai 4 assist, il giovane esterno a tutta fascia si posiziona nel 90° percento per dribbling completati (1,78 per 90 minuti). Nel 98° per tiri verso la porta avversaria (1,53/90 minuti), è al secondo posto per duelli aerei vinti (87,3%). In generale registra buoni numeri in altre metriche relative alla conduzione di palla e alla presenza nell’area avversaria. Inoltre, possiede un altissima statistica sugli expected goals(XG): 0.68. Considerando che il Napoli ha già subito più di 5 goal con i difensori che non saltano, uno su tutti Rrahmani, la sua elevazione e la forza nel gioco aereo sarebbe fondamentale per gli azzurri.

3) LA SUA VERSATILITÀ- Senza ombra di dubbio nel momento più complesso della stagione, con infortuni e problemi fisici, avere un giocatore così versatile come Calafiori potrebbe essere un qualcosa di clamoroso. Infatti l’ex Roma può sia agire da centrale di difesa ma anche da terzino sinistro, con la sua velocità potrebbe servire il nuovo attaccante degli azzurri in profondità e aiutare Kvaratskhelia nella manovra. Durante quest’annata il giocatore georgiano ha perso di lucidità proprio perché Olivera e Mario Rui non hanno mostrato sicurezza. Forse con un talento come l’ex Basilea, anche il 77 recupera la sua qualità fenomenale.

4) POCA PROPENSIONE AL CARTELLINO- La poca propensione al cartellino è una qualità che solamente pochi giocatori posseggono. Calafiori è uno di questi, il giocatore italiano su 31 partite giocate da titolare ha solamente messo a referto 4 cartellini gialli e 0 rossi. Una caratteristica clamorosa visto che dimostra la sua freddezza anche in momenti di gioco di alta tensione e, soprattutto, inclina in maniera positiva le partite più complesse. Più volte il Napoli si son trovati con i due centrali spesso ammoniti rovinando in maniera molto forte la gara degli azzurri.

5) RAPPRESENTA IL GIUSTO SOSTITUTO DI KIM- Risalite, leggete tutte le sue qualità e ditemi se non ritroviamo in Calafiori delle caratteristiche riprendono Kim. Differente stazza fisica, ovviamente, ma il giocatore italiano riuscendo a slacciarsi dal blocco difensivo come faceva il Coreano e anche Koulibaly al tempo, può aiutare la manovra offensiva. La sua elevazione potrebbe coprire i vari errori, numerosi di Juan Jesus e Rrahmani e la poca propensione al cartellino sarà fondamentale per costruire la base mentale del nuovo Napoli. Senza ombra di dubbio se i campani vogliono ricostruire dopo una stagione oscena, iniziare a prelevare Calafiori dai felsinei sarebbe il giusto inizio. Manna inizierà fra poco il suo lavoro e speriamo che faccia una visita su questo lungo focus.

 

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