CIAO GARELLIK!

Davvero infame il destino dei due portieri azzurri degli scudetti del 1987 e del 1990. Giovanissimo se ne è andato Giuliano Giuliani, oggi ci ha lasciato il guardiano del primo scudetto, Claudio Garella soprannominato ” Garellik “. Tutto questo proprio alla vigilia del match fra il Verona ed il Napoli, le due squadre con le quali si laureò campione d’ Italia, rispettivamente nel 198/5 e nel 1987. Portiere dallo stile assai particolare ( parava con tutte le parti del corpo ) ma molto efficace, tanto che l’ Avv. Agnelli ebbe a dire : ” Garella, senza mani, è il più forte portiere del mondo “. Nasce a Torino nel 1955 e, con i granata esordisce a soli  18 anni in casa del Lanerossi Vicenza. La sua carriera prosegue sempre in Piemonte, prima a Casale e poi a Novara. Fa il salto in serie A nel 1976 nella Lazio, voluto da Luis Vinicio che, l’ anno seguente lo promuove titolare a scapito di Felice Pulici, portiere dello scudetto biancoceleste del 1974. Le cose per il buon Claudio non andarono per il meglio, complice qualche incertezza di troppo cosicché risale la penisola per accasarsi in serie B con la Sampdoria. La svolta della sua carriera giunge nel 1981, acquistato dal Verona di Osvaldo Bagnoli. Nella Città scaligera da il meglio di se, specie nella magica stagione 1984 -1985 quando, le sue parate magari poco ortodosse ma terribilmente proficue, risultano determinanti per il tricolore conquistato dai gialloblu. Italo Allodi lo sceglie a difendere la porta del Napoli al termine di quell’ indimenticabile campionato e, tanto per non smentirsi, Garella diventa di nuovo campione d’ Italia con gli azzurri nel 1987. Termina la carriera ada Avellino, dopo una parentesi con l’ Udinese nel 1991. Persona estremamente semplice e disponibile, si crucciava di non essere rimasto nel calcio che conta, forse a causa della sua lealtà e schiettezza. Ma si sa, spesso e volentieri la sincerità nella vita di oggi giorno non paga…Da oggi, potrà tornare ad allenarsi con Diego in paradiso, come faceva sul campo di Soccavo. Ti sia lieve la terra grande Claudio…

EMANUELE OROFINO

 

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