Critiche crescenti sulla gestione e coerenza VAR!
Il VAR è tornato sotto i riflettori, e persino Gianluca Rocchi, capo dei designatori arbitrali, ha ammesso che il sistema sta vivendo un periodo di difficoltà. L’idea di introdurre il “VAR a chiamata”, come già accade in altri sport, viene vista come una possibile soluzione per migliorare la gestione delle situazioni più delicate. Gli episodi controversi verificatisi durante l’ottava giornata di Serie A hanno riacceso le critiche, mettendo in discussione l’efficacia del sistema e la sua applicazione.
La mancanza di coerenza nelle decisioni degli arbitri, associata a un’interpretazione non sempre uniforme del VAR, ha generato un crescente malcontento. Squadre e tifosi si domandano se questo strumento, introdotto per ridurre gli errori arbitrali, stia davvero raggiungendo il suo obiettivo.
Ma il problema del VAR è più profondo: gli arbitri hanno davvero la serenità e la personalità necessarie per gestire uno strumento così complesso? La pressione sugli ufficiali di gara è enorme, e non sempre sembra esserci un equilibrio tra l’intervento della tecnologia e il giudizio umano.
Nell’ottava giornata, diversi episodi hanno sollevato perplessità. Tra questi, la partita tra Juventus e Lazio ha visto l’espulsione di Romagnoli per un intervento su Kalulu. L’arbitro Sacchi inizialmente aveva considerato l’intervento regolare, ma il VAR ha modificato la decisione, scatenando dibattiti sulla coerenza delle valutazioni. Ancor più sorprendente è stata l’assenza di sanzioni per Douglas Luiz, autore di una gomitata su Patric della Lazio, un episodio chiaramente visibile in video ma ignorato dal VAR.
Anche l’episodio del mancato rosso a Cristante della Roma, per un fallo su Thuram dell’Inter, ha alimentato le polemiche. Infine, l’espulsione di Reijnders del Milan contro l’Udinese, e l’annullamento di un gol all’Udinese per un fuorigioco millimetrico, hanno ulteriormente aggravato la situazione.
Questi episodi fanno sorgere interrogativi sull’efficacia e la coerenza del VAR e mettono in discussione la capacità degli arbitri di gestire al meglio questo strumento.

