Il Conte da analizzare: quali sono i mesi di picco e di calo delle sue squadre!

Nel corso del tempo notiamo come i dati statistici ci permettono di analizzare fondamentale quelli che possono essere degli elementi a favore a sfavore di un tecnico, come Antonio Conte, considerato tra gli allenatori migliori della sua generazione. L’attuale allenatore del Napoli ha già fatto innamorare grazie alle ultime vittorie i tifosi partenopei che sognano il quarto titolo, una parola ancora proibita in quel di Fuorigrotta. Croce e delizia nei percorsi con le sue squadre, Antonio Conte trova dei limiti tecnici e, in una delle sue prime esperienze a quanto pare, anche mentali. Andiamo ad analizzare, nella sua esperienza a Torino con la Juventus e a Milano poi con l’Inter se troviamo dei momenti di picco delle sue squadre e dei momenti di calo da sottolineare. Tutto questo per prepararsi ad una possibile corsa scudetto degli azzurri durante i prossimi mesi.

Il triennio 2011-14 perfetto alla Juventus, ma attenzione ad un dato:

Ormai considerato tra i migliori tecnici emergenti della sua generazione, il 31 maggio 2011 Conte ritorna dopo sette anni in seno alla squadra di cui era stato bandiera e capitano da calciatore, la Juventus. Il presidente Andrea Agnelli gli affida il difficile compito di riportare la squadra bianconera, ancora a secco di successi nel post-Calciopoli e in uno dei momenti sportivamente più difficili della sua storia, ai vertici del calcio italiano. Nei suoi tre anni a Torino, Conte con la Juventus troverà ben 3 scudetti e un ciclo che, per motivi societari, non verrà continuato ma che poteva diventare uno dei più forti della storia del calcio italiano. Nella prima stagione in Piemonte, il tecnico leccese trova in 38 partite ben 23 vittorie e 15 pareggi senza alcuna sconfitta, portando i bianconeri nella storia. Troviamo qui un punto fondamentale della stagione, un momento di calo targato gennaio-febbraio 2012 dove la Juventus troverà in 7 partite di fila ben 6 pareggi. Poco dopo il pareggio contro il Genoa allo Juventus Stadium, i bianconeri tra marzo e aprile troveranno ben 8 vittorie di fila, battendo squadre del calibro di Inter-Lazio e infine il Milan. Un’analogia la ritroviamo anche nella stagione successiva dove nel bimestre gennaio-febbraio 2013 la Juventus troverà 4 partite con 3 pareggi e 1 sconfitta, per 1-0 contro la Roma. Successivamente anche a marzo, la Juventus come l’annata precedente troveranno 7 vittorie di fila che permetteranno alla Vecchia Signora di trovare il secondo titolo di fila. Il terzo anno e ultimo per Conte con la Juventus, forse una delle più forti della storia, troviamo solamente momenti di picco. Registrerà ben 33 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte dove due pareggi cadranno di nuovo tra gennaio e febbraio prima col Torino e poi con la Lazio.

Il biennio 2019-2021 vincente con l’Inter, un dato incongruente:

Dopo un anno sabbatico e a distanza di cinque anni dalla sua precedente esperienza in Serie A, il 31 maggio 2019 diventa il nuovo allenatore dell’Inter, in sostituzione dell’esonerato Luciano Spalletti. Il debutto in nerazzurro è del 26 agosto seguente, in campionato, battendo per 4-0 a San Siro la squadra dei suoi esordi, il Lecce. A Milano il tecnico è protagonista di un positivo avvio, rigenerando repentinamente un ambiente che, negli anni precedenti, raramente aveva saputo essere protagonista: vince le prime sei gare di campionato, stracittadina compresa, un filotto che in casa nerazzurra aveva l’unico precedente nella stagione 1966-1967 con Helenio Herrera in panchina. In questo caso l’inizio di campionato nel bimestre agosto-settembre porta felicità e gioia ai tifosi nerazzurri. Attenzione che l’analisi fatta qui considera un campionato anomalo, in questa stagione ci sarà la pandemia di Covid19 che bloccherà per 3 mesi la stagione di Serie A. Però ritroviamo un caro vecchio dato statistico, Conte tra gennaio-febbraio e anche l’unica partita giocata a marzo si fa bloccare in 7 match da Cagliari, Lecce e perde contro Lazio e Juventus due scontri al vertice visto il momento dei bianconeri e dei biancocelesti. Nel secondo anno troviamo invece una forte contrapposizione. L’Inter di Conte distrugge il campionato vincendo il titolo numero 19, vincendo il primo campionato senza tifosi per via del Covid19. La forte incongruenza è legato su due momenti, poiché Conte che ha sempre effettuato delle partenze turbo in quest’annata i nerazzurri tra settembre e ottobre vengono bloccati da Lazio-Parma e Atalanta, perdendo addirittura il derby per 2-1 contro un grande Ibrahimovic. Invece, in un gennaio e febbraio che ha sempre limitato in parte il tecnico ex Chelsea troverà fino ad aprile, fino a Napoli-Inter 1-1, ben 11 vittorie di fila laureandosi poi ad inizio maggio campione d’Italia.

Il pensiero sui suoi alti e bassi:

Tra anomalie, continuità e forza Antonio Conte è senza dubbio una sicurezza dal punto di vista della Serie A, meno in Europa. Però c’è da dire che come tutti anche il tecnico pugliese possiede dei momenti complessi, come a gennaio fino al secondo anno con l’Inter ma anche momenti in cui le sue squadre sembrano imbattibili dinanzi agli occhi di tutti. Il Napoli dopo Empoli e Lecce avrà un tour de force da brividi dove deciderà in parte quello che sarà, poi durante l’annata, il vero obiettivo dei partenopei.

A cura di Fortunato Condinno

Conte

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