Di cattiveria!

La dura legge di Kalidou Koulibaly! Tre punti d’oro che fanno volare il Napoli in vetta.Giornata di importanza cruciale: al Maradona i partenopei hanno la grande chance di allungare su una Juventus arrivata a Napoli priva dei calciatori sudamericani e di Federico Chiesa. D’altro canto gli azzurri possono contare sul rientro di Osimhen e Ospina, ma allo stesso tempo devono rinunciare a Stanislav Lobotka, infortunatosi durante la pausa delle Nazionali. Luciano Spalletti fa esordire dal primo minuto Zambo Anguissa, preferendo poi Politano alla Lozano nel ruolo di esterno alto a destra. La gara sembra iniziare sui binari favorevoli per i padroni di casa, che evidenziano un approccio positivo cercando la via della porta prima con Politano, che si inserisce centralmente e di testa manda al lato, e successivamente con Elmas che tira da fuori non inquadrando lo specchio. La Juve si rivela formazione camaleontica, che non fornisce punti di riferimento e con Bernardeschi e Kulusevski, che svariano in tutta la metà campo azzurra, creano innumerevoli problemi alla retroguardia locale. Al minuto undici arriva una delle consuete frittate a cui il Napoli ha ormai abituato da qualche anno a questa parte: Manolas regala palla a Morata, il quale è libero di avanzare verso la porta per poi battere in freddezza Ospina. Da questo momento in poi la compagine piemontese alza le due linee da quattro, che impediscono agli uomini di Spalletti di trovare spazi negli ultimi trenta metri. Si continua con un possesso e sterile e del tutto fine a se stesso che fa solo il solletico alla Juventus, ben attenta a chiudere tutte le linee di passaggio. Centrocampo azzurro ancora una volta statico e privo di quella brillantezza e qualità che servirebbero per far avanzare la manovra velocemente. Il solo Anguissa recupera tanti palloni, ma gli altri non hanno mai il dinamismo giusto per inserirsi tra le maglie bianconere. Sulla destra Politano non riesce mai a creare la superiorità numerica, venendo arginato ottimamente da Luca Pellegrini, mentre Insigne tenta qualche giocata sul versante opposto ma anche lui si fa chiudere dalla granitica difesa ospite. Ad inizio ripresa Spalletti tenta di mischiare le carte con l’ingresso in campo di Adam Ounas in luogo di un deludente e quasi incostistente Elmas. Dopo dodici minuti gli azzurri riescono a trovare la via della rete anche grazie ad un pizzico di fortuna: Lorenzo Insigne si porta la palla sul destro e calcia sul secondo palo trovando una respinta goffa da parte di Szczesny, il quale consente a Politano, fino a quel momento piuttosto deludente, di timbrare il cartellino a porta sguarnita. Il Napoli prova a viaggiare sulle ali dell’entusiasmo ma rischia anche qualcosa di troppo con i consueti errori a ridosso della propria area di rigore, che rischiano di compromettere la gara. Secondo tempo che stava scivolando via senza offrire spettacolo, ma la formazione di Spalletti ancora una volta dimostra di avere personalità da vendere e riesce a vincerla proprio punendo la Juve su uno dei fondamentali in cui la squadra bianconera è più forte: su situazione di palla inattiva. Angolo dalla sinistra, Kean rischia l’autorete e successivamente Koulibaly la mette dentro a porta sguarnita. Il Napoli soffre poco nei minuti di recupero e porta a casa una vittoria pazzesca e inaspettata al termine della prima frazione di gioco. Punteggio pieno dopo tre giornate. Il Napoli viaggia in alto. Giovedì ci sarà l’impegno di Europa League contro il Leicester, che va onorato al massimo perché è un obiettivo fondamentale. Lunedì sera invece, alla Dacia Arena, arriverà l’Udinese di Gotti che è sempre avversario ostico. In attesa dei rientri e di un gioco in evoluzione questa squadra vola e lo fa di cattiveria!

