I nostri guerrieri azzurri: Anguissa

Continua la rubrica sui nostri guerrieri azzurri.

Il Leone camerunese, Andrè-Frank Zambo Anguissa, è diventato in poco tempo un pilastro del centrocampo azzurro. Arrivato dalla Premier, scaricato dal Fulham, come acquisto last minute della scorsa estate, è diventato in due anni un leader e un punto fermo dell’undici azzurri. Arrivato nel grande calcio dal Camerun passando nel campionato francese come molti suoi connazionali. A Marsiglia forse la sua stagione migliore che lo porta al Fulham e poi in prestito al Villareal. E’, però, con la maglia azzurra, in questa storica stagione, che disputa il miglior campionato assoluto della sua carriera.

Un muro di ebano, invalicabile, a cui si appoggiano tutti i compagni nei momenti di difficoltà. Davanti alla difesa o a supporto di Osimhen, Zambo è sempre efficace. Si diceva avesse un fisico che spesso lo tradisse per gli infortuni muscolari che, anche lo scorso anno, lo avevano fatto penare. E invece in questa stagione è riuscito a trovare finalmente la formula adatta e l’alchimia giusta per i suoi muscoli diventando un vero e proprio insostituibile. Solo due le gare saltate in stagione per problemi fisici, a metà Ottobre, contro Bologna e Roma. Le presenze totali in stagione sono state infatti 45 di cui 36 in Campionato, 8 in Champions e una nell’unica gara in Coppa Italia. A queste vanno aggiunte le tre presenze in Qatar dello sfortunato mondiale con la sua Nazionale, che lo ha visto rientrare a casa dopo sole tre partite del girone. Una piccola delusione che, però, gli ha permesso di tornare in anticipo dai suoi compagni e preparare nel migliore dei modi la seconda fase di una stagione tricolore. I numeri menzionati non sono nulla se si pensa all’apporto che ha dato Frank al Napoli e a Spalletti. Ben otto i suoi assist a fine stagione, perchè Anguissa non è solo quantità ma è anche qualità. Tre di questi assist in Champions contro Rangers e Ajax, e gli altri cinque in Campionato. Un record assoluto per lui a sottolineare una stagione fantastica non solo per il Napoli ma anche per i suoi traguardi personali.

Oltre a far segnare i compagni, Anguissa ha fatto la differenza anche in zona gol. Per lui il gol era uno sconosciuto, visto che ne aveva segnati appena due tra Francia, Inghilterra e Spagna, in oltre 200 presenze. Abituato, come si dice, “ a far legna”, il Leone azzurro ha scoperto, con Spalletti, di non dover solo correre dietro la gazzella, ma di poterla agguantare. Ha capito ben presto di avere delle qualità nascoste in zona gol e di potersi togliere qualche sfizio importante. Ben quattro sono state le reti realizzate in stagione, altro record personale. La prima è forse la più bella e importante per Frank, alla prima in Champions League della carriera, esordio stagionale contro i vice campioni del Liverpool (e prima ancora ex campioni d’Europa). Un gol, nato da un uno-due fulmineo con Zielinski, che ha fatto da contorno ad una prestazione di livello altissimo tanto da meritarsi i complimenti di Klopp a fine gara. Poi, ad inizio Ottobre, mette il sigillo anche in campionato nella vittoria in casa contro il Torino realizzando una splendida doppietta, la prima con la maglia del Napoli, ma anche la prima in carriera. L’ultima rete realizzata in stagione è quella che da il là alla vittoria casalinga contro l’Inter alla terzultima di campionato, con una semi girata da bomber vero.

Nonostante il ruolo, che lo porterebbe facilmente a commettere qualche fallo di troppo in mezzo al campo, Anguissa ha chiuso la sua stagione con soli tre cartellini gialli. Unica nota stonata per lui l’ingiusta espulsione di San Siro nel quarto di finale di Champions contro il Milan. Un doppio giallo, forse anche un pò ingenuo, che lo ha costretto a saltare la gara di ritorno dove, chissà, le cose sarebbero potute andare diversamente nella massima competizione europea. Di certo Frank, da tenace leone africano, sa già come rialzarsi ed è pronto a puntare la preda in Europa anche per il prossimo anno.

La sua numero 99, scelta per tagliare con il passato poco fortunato, dove aveva indossato sempre la 29, gli ha regalato la soddisfazione più grande in carriera che ripaga i tanti sacrifici. Ad appena 27 anni, per lui adesso si apre il momento forse più importante della carriera, in cui deve confermare quanto di buono fatto vedere in questa stagione, diventando sempre più un leader, seppur silente, di questa squadra, metto i suoi muscoli a difesa del tricolore che porterà fiero sul suo petto.

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