L’ira ghanese

Mohammed Kudus (2 agosto 2000) È un centrocampista molto rapido, agile e forte fisicamente. Giocatote duttile, è capace di adattarsi a ricoprire diversi ruoli. Ha un mancino potente che gli consente di essere pericoloso anche dalla lunga distanza. Tra le sue caratteristiche migliori rientra il dribbling. Kudus è innanzitutto un maestro dei controlli orientati spalle alla porta e sa nascondere il pallone al difensore che cerca di anticiparlo come nessun altro della sua età.  Nelle ricezioni tra le linee questa sua qualità lo rende un’enigma per le difese avversarie, o meglio un cuneo di quelli che si usano per spaccare a metà la legna, perché per Kudus il controllo orientato è quasi sempre uno strumento per inclinare il campo verso la porta avversaria. In questo senso, gran parte dell’effetto wow di Kudus sta nel vedere andare il marcatore dalla parte sbagliata mentre lui si gira per andare in conduzione verso l’area avversaria. Quando gioca da mezzala, invece, Kudus è aiutato in primo luogo dalla sua forza sulle gambe in conduzione, un equilibrio in corsa stupefacente che quando sterza lo fa assomigliare a una moto da corsa che si piega tra le curve fino a sfiorare l’asfalto. Quando prende velocità, spostare il centrocampista ghanese dalla palla, allontanarlo dal suo baricentro, diventa molto difficile, e questo spiega perché Kudus è imprevedibile anche quando riceve fronte alla porta e punta la difesa già schierata. Il minimo comune denominatore tra queste due qualità rimane l’attrazione per la porta avversaria. Il suo ritmo è diviso nettamente tra lento e veloce, raramente ci sono pause impreviste, finte di corpo. Nelle sue azioni c’è pochissima punteggiatura. Questo significa anche che è un giocatore meno razionale nelle scelte, più istintivo, che con il peso di doversi caricare un intero Paese sulle spalle a volte compie scelte forzate, o cerca tiri impossibili. Più che con le qualità in conduzione e dribbling, Kudus si sta guadagnando le luci dei riflettori per il fatto di essere un buon finalizzatore, o ancora meglio, per segnare sia gol facili che gol difficili. In Italia, Kudus si è ritagliato una fetta di notorietà quando i lancieri hanno affrontato il Napoli all’Amsterdam Arena il 4 ottobre. Già a segno contro Rangers Glasgow e Liverpool nelle prime due gare, ha siglato l’illusorio 1-0 degli olandesi.

Al di là di come andrà a finire, Mohammed Kudus è arrivato per restare nell’Olimpo dei grandi, e a breve lo vedremo in un top club, speriamo dalla maglia azzurra.

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