Lo Zibaldone azzurro: Atalanta-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Approccio tutto di marca bergamasca: gli orobici la mettono sul piano dell’aggressività e dell’intensità. Inizio difficile, poi gli azzurri escono benissimo alla distanza.

Batosta tremenda per tutti coloro che aspettavano al varco la prima sconfitta in campionato del Napoli. Succederà sicuramente, ma stavolta la gufata di gran parte d’Italia non è andata a buon fine.

Contro ogni tipo di scetticismo: Eljif Elmas si riscatta con gli interessi mettendo a referto una rete preziosissima e disputando anche una gara ottimale per sacrificio e applicazione.

Diventa una dolcissima consuetudine il tweet presidenziale. A fine gara Aurelio De Laurentiis esprime tutta la propria soddisfazione dall’America, complimentandosi con i suoi.

Effettua un pressing congeniale, oltre che asfissiante, l’Atalanta nel primo tempo. I nerazzurri erano riusciti ad arginare Lobotka. Poi però è emersa tutta la qualità dello slovacco, e con lui dell’intero gruppo.

Fraseggio molto più complesso a causa della pressione esercitata dagli orobici sui portatori di palla azzurri. Pur senza dominare nel palleggio il Napoli vince trovando soluzioni alternative. Prova di forza.

Gara che non offre tantissimo spettacolo, come era del resto prevedibile. Si mette subito sui binari dei muscoli, velocità e determinazione e alla fine entrambe le formazioni escono stremate dal campo.

Hateboer responsabile in occasione delle due reti incassate dell’Atalanta. È anche vero che può fare ben poco al cospetto di un attacco del genere, ma soffre incredibilmente in fase difensiva.

Immarcabile Victor Osimhen, vero fattore vincente del Napoli nella trasferta di Bergamo. Il nigeriano lotta, protegge bene palla, scarica per i compagni, avanza in velocità e segna. Partita dopo partita dimostra di essere in crescita abissale.

Lotta Osimhen-Demiral ampiamente vinta dal centravanti nigeriano, che ruba il tempo al difensore ex Juventus mandando letteralmente al bar. Straripante.

Muro invalicabile: altro giro, altra partita mostruosa da parte di Kim Min-Jae, il quale chiude tutti gli spazi e nel finale alza una vera e propria saracinesca che regala ai suoi tre punti d’oro.

Negativa la prova di Hirving Lozano, che fin dall’inizio appare un pesce fuor d’acqua. Non fornisce un contributo sufficiente in copertura e perde anche diversi palloni che potevano essere sicuramente gestiti in modo differente.

Olivera sempre più certezza. Nelle gare contro avversari fisici e aggressivi gioca sempre lui, facendo benissimo la sua parte, senza sbavature e con un lavoro ottimale in entrambe le fasi.

Prodigioso Alex Meret. Dopo le incertezze di Anfield il portiere azzurro compie due autentiche prodezze. Ottimo intervento su Hojlund nella fase iniziale, poi ad inizio ripresa si ripete su Maehle.

Quattro minuti di recupero nel secondo tempo, vissuti con il fiato sospeso e tensione massima dai supporters azzurri. Poi dopo il triplice fischio può esplodere tutta la gioia del pubblico di fede napoletana accorso a Bergamo.

Resiste, pur soffrendo, un Napoli caparbio che va al di là delle fatiche infrasettimanali e con testa, unghie e denti fa un colpaccio su un terreno di gioco a dir poco ostico.

Squallidi, per non dire altro, i cori avvertiti dal Gewiss Stadium contro San Gennaro e Maradona. Una pessima abitudine, un’altra figuraccia che costituisce una pagina nera.

Traversa colpita da Lookman, dopo la deviazione fortuita di Olivera. Un pizzico di fortuna anche per il Napoli. Ogni tanto non guasta!

Unico capitan Di Lorenzo, che celebra la vittoria in terra lombarda con un post entusiasmante che termina con un’espressione di carica in napoletano.

VAR chiamato in causa in occasione del tocco irregolare di Osimhen durante una mischia nell’area partenopea. Decisione francamente corretta.

Zielinski non comincia al meglio la gara, poi ha il merito di confezionare un assist magnifico per la testa di Osimhen che decreta ufficialmente l’ingresso del Napoli nel match.

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