Lo Zibaldone azzurro: Juventus-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto 

Approccio positivo, con il Napoli che si impossessa immediatamente delle redini del match e gestisce il palleggio. Personalità.

Baricentro basso della Juventus nel primo tempo. I bianconeri, nonostante le assenze numerose tra le fila degli ospiti, rinunciano a giocare e si fanno mettere sotto dai partenopei.

Colma di alibi la conferenza di Max Allegri, che ha addirittura il coraggio di dire che il Napoli si sia presentato con tutti i titolari. Vada a rivedere attentamente la distinta del match…

Dominio estremo degli azzurri nei primi quarantacinque minuti: con mezza squadra fuori, il Napoli non si snatura e impone le proprie idee e il proprio palleggio contro una diretta concorrente per la Champions League.

Elogi che arrivano anche da parte di Aurelio De Laurentiis, il quale manifesta la sua soddisfazione per la prestazione dei partenopei ringraziando tutto il gruppo che ha dimostrato di essere squadra vera.

Fermato letteralmente l’invulnerabile Juan Cuadrado, grazie anche al lavoro impeccabile di Lorenzo Insigne in fase di non possesso. Una delle chiavi che ha consentito al Napoli di non soffrire sulla catena destra dei bianconeri.

Ghoulam- A distanza di dieci mesi dall’ultima gara da titolare, il terzino algerino va ben oltre ogni aspettativa ottimale e disputa una prova ordinata e diligente, compiendo anche una serie di chiusure importanti. Bentornato Faouzi!

Horror e di cattivo gusto il finale di gara, con i calciatori della Juventus che protestano in massa al cospetto del direttore di gara per una mancata battuta di un angolo a tempo oltremodo scaduto. Stile.

Impeccabile la direzione di gara del signor Sozza, che impiega un metro di giudizio assolutamente equo ed imparziale. Gestione dei cartellini pressoché perfetta.

Leader del centrocampo- Stanislav Lobotka effettua una prova superlativa dando qualità alla manovra e annullando la mediana avversaria. Strepitoso.

Monumentale la prova dell’intero collettivo: Napoli equilibrato in mezzo al campo, che ha saputo dosare le energie e ha mantenuto le distanze sul quinto posto.

Novanta minuti in cui il Napoli, contro ogni previsione, è riuscito a mantenere una buona condizione fisica nonostante l’emergenza totale e pochi calciatori al top della forma.

Oltre ogni rosea aspettativa: Juan Jesus era venuto per fare il difensore di scorta in caso di necessità e invece si sta ritrovando a disputare una serie lunghissima di partita, senza mai demerito. Onore.

Pizzico di rammarico per quel tiro di Chiesa, che sembrava abbordabile, ma si è trasformato in una traiettoria beffarda a causa di una deviazione fortuita di Lobotka.

Qualità e intensità nel possesso palla del Napoli, che fisicamente regge per l’intera durata della gara e avrebbe anche la chance per vincere la partita nelle battute finali.

Realizza la sesta rete in campionato il solito Dries Mertens, che raccoglie il servizio di Politano e con un diagonale perfetto fulmina Szczesny. Intramontabile.

Super Amir Rrahmani, il quale dopo aver passato una giornata infernale con un duplice tampone molecolare, effettua una prova ordinata dando sicurezza all’intero reparto.

Teatrino osceno nella prima giornata di ritorno: ASL che bloccano, Lega e Federazione in silenzio totale e protocollo improvvisato a distanza di qualche minuto dalle gare. Si salvi chi può!

Ululati razzisti dal settore ospiti nei confronti di Kean. Una pagina brutta che non deve mai più accadere. Da rintracciare  condannare immediatamente i responsabili.

VAR che non interviene da una parte e dall’altra: si lascia giocare sia in occasione del tocco con il braccio di Mertens, che sul contatto tra De Ligt e Di Lorenzo. Qualche dubbio…

Zanoli- Il giovane difensore azzurro viene impiegato negli ultimissimi frangenti del match al posto di Lobotka. Sicuramente troverà spazio in questi giorni di emergenza totale: Spalletti stravede per lui.

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