Lo Zibaldone azzurro: Roma-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

Abraham grazia il Napoli nella prima frazione di gioco. Il centravanti ex Chelsea, vittima tra l’altro di un problema fisico, spreca clamorosamente una chance colossale mandando la palla al lato, solo davanti alla porta avversaria.

Brividi anche sul colpo di testa di Mancini, che in occasione di una punizione colpisce di testa e manda di un soffio al lato. Illusione ottica del gol e tanto timore, che si tramuta poi in sospiro di sollievo.

Cori ingenerosi nei confronti di Spalletti, che viene insultato dalla sua ex tifoseria per l’intera gara. Il tecnico toscano, con estrema calma, risponde alzando una mano verso il cielo.

Direzione di gara disastrosa da parte del signor Massa, che soprattutto fuori dal rettangolo di gioco estrae cartellini a ripetizione, mentre all’interno sorvola su diversi episodi che meritavano la sanzione con il giallo. Sciagura.

Estremamente deludente la prova di Piotr Zielinski: pallone perso a centrocampo e ripartenza della Roma, che viene poi gettata alle ortiche da Abraham. Spento sulla trequarti e sempre in balia dei difensori avversari. Urge una sveglia.

Ferocia agonistica e senso della posizione impeccabile: Bryan Cristante è il leader del centrocampo della Roma, riuscendo a spezzare diverse trame avversarie ma dando anche qualità nell’impostazione della manovra.

Grandissima prova da parte di Frank Zambo Anguissa, che esce palla al piede con una personalità e una tecnica sempre più sorprendente. A ridosso della metà campo del Napoli, tutti i palloni vengono recuperati e ben lavorati da lui. Ossigeno!

Hirving Lozano entra a gara in corso, offrendo alla causa qualche spunto interessante e guadagnandosi alcuni falli preziosi nel finale di gara.

Illuminante il passaggio di Fabiàn, che imbecca Politano in una combinazione magnifica che stava portando al vantaggio del Napoli. Lo spagnolo cresce nel secondo tempo e insieme a lui, chiaramente, migliora anche la qualità della manovra dei partenopei.

Linea difensiva della Roma che stavolta compie i movimenti ideali, mandando spesso in fuorigioco Victor Osimhen. In campionato, la formazione capitolina è la seconda miglior retroguardia. Superati gli svarioni di giovedì scorso.

Miglior difesa del campionato, con soli tre gol subiti in nove partite. Il Napoli può gioire per un notevole equilibrio in mezzo al campo e due centrali difensivi che stanno disputando un campionato fenomenale.

Non compie parate particolarmente complicate Ospina, ma c’è da segnalare un’uscita in presa bassa su un passaggio teso dalla sinistra, dal quoziente di difficoltà estremamente difficile. Il patron c’è sempre e comanda.

Osimhen si ritrova spesso tutto solo a lottare contro i due centrali della Roma. Il nigeriano prova a fare più del massimo, ma c’è da dire che gli uomini di Mourinho hanno lavorato benissimo di reparto.

Pareggio di salute: era fondamentale non perdere nella delicata trasferta capitolina. Per ciò che si è visto sul terreno di gioco, un punto a testa è l’esito più giusto.

Quando parte è letteralmente imprendibile: anche se a mezzo servizio, Zaniolo è un fulmine di guerra e soprattutto nella parte iniziale e finale del match infiamma il pubblico con le sue accelerazioni devastanti. Indomabile.

Risultato bugiardo, che a primo impatto potrebbe dare l’impressione di una gara abbastanza noiosa, ma che in realtà è stata vivacissima fin dalle prime battute con continue azioni da una parte e dall’altra.

Soliti e immancabili i cori contro i napoletani. Minimo sei volte è arrivato l’annuncio dello speaker, ma lo spettacolo indecoroso è continuato senza che Massa prendesse alcuna decisione. Cantilena disgustosa.

Tanti errori anche da parte di Insigne, il quale perde diversi palloni sulla fascia e non è lucido inoltre al momento della conclusione, con due tiri da buona posizione che potevano essere effettuati sicuramente in un altro modo.

Un punto a testa che tutto sommato soddisfa entrambi gli allenatori. Sia Mourinho che Spalletti, nelle conferenze post gara, hanno manifestato moderata felicità per la prestazione delle rispettive squadre.

VAR che utilizza ancora una volta due pesi e due misure: intervento quanto meno dubbio su Anguissa e gamba altissima di Abraham che non viene sanzionata con il secondo giallo. Al Meazza di Milano, tuttavia, è stato utilizzato un metro di giudizio totalmente opposto.

Zero reti subite contro una squadra che aveva davvero tantissime armi che potevano fare malissimo nel reparto avanzato. Il dato è di per sé altamente soddisfacente.

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