Lo Zibaldone azzurro: Salernitana-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto 

 

Arechi infuocato per un derby atteso da ben diciassette anni a Salerno. Sfottò, qualche minaccia, cori di odio nei confronti di Napoli. Il campo è sempre giudice supremo e i granata tornano a casa con dignità, ma con un un pugno di mosche.

Brivido finale, con Gagliolo che raccoglie palla a ridosso dell’area piccola e spara in curva tutto solo con lo specchio sguarnito. Sospiro di sollievo.

Contava soltanto vincere e il Napoli ha ottenuto il massimo risultato in una gara estremamente delicata, sporca e caratterizzati da pochissimi minuti effettivi di calcio vero. Ci sono tanti modi per ottenere i tre punti.

Dieci contro dieci nell’ultimo quarto d’ora di gara. Saltano tutti gli schemi, la Salernitana ci prova su calcio piazzato ma i partenopei reggono bene e si salvano anche con un pizzico di fortuna nell’ultimo minuto.

Efficace l’ingresso di Andrea Petagna, che dopo un solo giro di lancette si appropria del dominio dell’area di rigore, colpisce una traversa e sugli sviluppi di quell’azione arriva la rete azzurra. Determinante.

Fraseggio mai fluido e che, in mancanza di una punta di peso, non trova sbocchi. Mertens si abbassa troppo e il Napoli non riesce a trovare soluzioni in fase offensiva.

Gestione del vantaggio tutt’altro che impeccabile, con il Napoli che si scopre eccessivamente, perde gli equilibri e si ritrova improvvisamente con un uomo in meno. Rivedibili.

Hirving Lozano parte dal primo minuto giocando sulla fascia sinistra, ma neanche stavolta convince del tutto non riuscendo mai a creare la superiorità numerica. Qualche tiro fuori dallo specchio e poco altro.

Infinito Ribery, il quale a quasi quarant’anni gioca la terza partita consecutiva in una settimana lottando fino all’ultima goccia di sudore e anche oltre. Punizione velenosa salvata da Di Lorenzo e una quantità notevole di giocate di classe pura in mezzo al campo.

Lascia il campo dopo una prestazione decisamente opaca e priva di sussulti: Dries Mertens ha bisogno di altro tempo per entrare in condizione. Il dato di fatto è che questa squadra non può fare a meno di un nove vero.

Match peggiore tra quelli disputati in questa prima fase di stagione. Per la prima volta accade che i partenopei non riescano a far girare palla nel migliore dei modi, subendo lo schieramento prettamente difensivo dei padroni di casa.

Nuovamente decisivo Eljif Elmas, che in questo periodo si sta meritando davvero tutto lo spazio e il minutaggio che gli vengono concessi. Protagonista nell’azione del vantaggio, successivamente sfiora anche il raddoppio con una conclusione arrivata al termine di una bella serpentina.

Obi- Venti minuti finali per l’ex Inter, che cerca di dare maggiore intensità e dinamismo alla linea mediana della Salernitana. Compie dignitosamente il proprio dovere.

Problema alla vigilia per Lorenzo Insigne, vittima anche lui di un affaticamento muscolare che gli impedisce di scendere in campo. Nessun caso di spogliatoio, né altro, come sottolineato più volte da Spalletti nel post gara.

Quarta partita consecutiva di campionato senza alcuna rete al passivo. Il Napoli sta chiudendo la porta grazie ad un filtro ottimale in mezzo al campo e ad un’organizzazione ottimale senza palla.

Rosso di Koulibaly che peserà come un macigno. Considerando le altre defezioni in difesa, si può parlare di emergenza proprio nel reparto in cui il Napoli sta facendo meglio. Contro il Verona si alza l’asticella di difficoltà.

Salvataggio provvidenziale di Giovanni Di Lorenzo, che in occasione della punizione di Ribery si piazza sulla linea e salva tutto respingendo la palla di testa. Insostituibile.

Tre occasioni nel giro di dieci minuti, con Politano, Lozano e Zielinski che si erano affacciati dalle parti di Belec, poi tanti minuti senza produrre pericoli. Il Napoli affonda il colpo nel momento giusto, all’ora di gioco e subito dopo le due sostituzioni.

Una sola parata reale da registrare: quella di Belec su una conclusione potente da parte di Elmas, che costringe l’estremo difensore dei granata a compiere l’unico intervento complicato della partita.

VAR che interviene nella circostanza dell’intervento killer di Kastanos su Anguissa: sacrosanto il rosso. Alcune prospettive ingannavano, ma l’entrata è stata davvero eccessiva ed estremamente pericolosa.

Zielinski croce e delizia: prima sbaglia una rete già fatta davanti alla porta avversaria, poi nella ripresa timbra il cartellino e consente al Napoli di uscire vittorioso dallo stadio Arechi. Al di là della rete, la prestazione del polacco è stata nuovamente tutt’altro che convincente.

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