Raspadori: “Il goal alla Juventus qualcosa di geniale, emozione irripetibile..”

Giacomo Raspadori è stato l’ospite dell’episodio numero 5 del format “Drive & Talk”, pubblicato sul canale YouTube della SSC Napoli: “La mia routine in macchina? Solitamente è il momento delle chiamate: chiamo casa, mamma, papà. E’ la prima cosa che faccio. La mattina faccio colazione al campo e poi inizia la routine pre allenamento e poi l’allenamento. Sono di Castel Maggiore, che è un paese in provincia di Bologna. È vicino al centro, ma è in provincia. Quando avevo 10 e mezzo o 11 anni mi sono trasferito al Sassuolo. Mio fratello giocava lì già da un anno, così abbiamo deciso che avrei seguito il suo stesso percorso. Siamo stati insieme per molti anni. Mio nonno o mia mamma ci portavano lì con un minibus. C’erano anche altri ragazzi del Bologna che giocavano nel Sassuolo, così grazie alla disponibilità di mia mamma ne hanno organizzato uno. Mia mamma lavorava part-time all’epoca e mio nonno era già in pensione. Cosa facevo coi miei fratelli? A parte giocare a calcio. Qualunque cosa. Eravamo sempre insieme. Abbiamo fatto tutto insieme. Praticavamo tutti i tipi di sport. Non ci siamo mai limitati al calcio. La nostra più grande rivalità era probabilmente nel ping pong. Sì probabilmente. Con il ping pong a volte arrivavamo quasi alle mani”.

Gol alla Juventus decisivo per il titolo? “Quel gol contro la Juventus è stato un momento che, oltre ad essere stato geniale per me personalmente, credo sia stato un momento di tutti quelli che erano qui a Napoli. Era una cosa che facevo in campo con l’aiuto dei miei compagni ma che sembrava appartenesse a tutti. Mi sono sentito. Quando siamo tornati e abbiamo visto tutti i video e tutto quello che è successo, mi ha fatto capire cosa era successo. Ho sentito Kvara dire che è stato il momento in cui gli ha fatto capire che stavamo portando lo scudetto a Napoli. Ho una domanda a riguardo perché, forse è la mia ignoranza calcistica. Ricordo che quando tornavamo sull’autobus e parlando di tutto quello che stava succedendo, dissi: “Immagina se vinciamo lo scudetto”. Qualcuno mi ha guardato e ha detto: “Forse non hai capito. Oggi abbiamo vinto lo scudetto”. Ero io che non capivo o era quello il momento?”.

Quella vittoria e avere tutte quelle persone lì quando siamo tornati, probabilmente sono state tutte queste persone a farci pensare che ce l’avevamo fatta perché sembrava che saremmo tornati con la coppa. Indipendentemente da quanto sia grande quel gioco per le persone qui, sembrava davvero che ce l’avessimo fatta. Quindi, a parte quell’obiettivo che mi ha reso felice, penso che abbia reso felici anche tutti gli altri. Sono momenti che porti sempre con te. Solo a pensarci, puoi sentire che è un po’ difficile per me parlare perché quelli sono momenti speciali e la cosa bella è che sono speciali per così tante persone e rimarranno tali”.

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