RICOMINCIARE A VINCERE

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Dimenticare Sora. Dimenticare la grossa occasione di rendere un tantinello più concreto il sogno di restare avvinghiati all’Avellino, sperando in qualche passo falso degli irpini per agguantare un succulento secondo posto. Dimenticare Sora e guardare avanti. Fidando su quanto di buono si è fatto dopo quel mezzo disastro di inizio stagione. Diciamo la verità: quando Reja è sbarcato a Napoli, quanti di noi pensavano che la possibilità di inserirci nei play off fosse un traguardo ancora possibile? Invece, ci siamo. Nonostante tutto. E dunque, ricominciamo a vincere. Continuando a dare all’Italia del calcio l’immagine positiva di come una tifoseria veramente civile debba comportarsi. Il popolo del San Paolo ha già conquistato la sua promozione. Il mondo pallonaro guarda con invidia a quelle tribune gremitissime, a quella passione che non ha fine. Guardiamo avanti. Fidandoci di quell’ottimo professionista che siede sulla panchina. E di un’accoppiata, De Laurentiis – Marino, che <è> il futuro del Napoli. Il presidente ha il grosso merito di essersi fidato di un dirigente competente, di un manager che ci riporta indietro di vent’anni. Quando affiancò Italo Allodi nella costruzione di quella che sarebbe diventata una delle squadre più forti del mondo a livello di club. Darwin Pastorin, in un recente numero di questo periodico, aveva ricordato i 60 giorni di Barcellona, quando il Napoli Maradona. Un’avventura unica, certo. Chi scrive ebbe la fortuna di esserne testimone, insieme con colleghi prestigiosi come Antonio Corbo, Franco Esposito, lo stesso Pastorin ed altri ancora. Ma ancora più unico sarebbe stato il seguito, l’autentico capolavoro di due scudetti finalmente donati alla tifoseria più fedele del mondo. Non è della preistoria che stiamo parlando. Sono fatti relativamente recenti, che possono riproporsi. A condizione che la città intera continui a stare vicino alla sua creatura, sostenendone le giustificare ambizioni. Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Al di là di sterili polemiche, di posizioni ondivaghe, che vanno a seconda del vento. Credere in questa società e in questa squadra. Credere in un futuro che, statene certi, può colorarsi ancora d’azzurro. Azzurro come il Napoli.

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