Napoli, non abbassarti e chiudi prima le partite
Napoli, non abbassarti e chiudi prima le partite
Il Napoli è primo in classifica con 29 punti, di cui 18 ottenuti al “Maradona” e 11 in trasferta. L’ultima vittoria è arrivata domenica contro la Roma per 1-0 con il gol di Romelu Lukaku.
Fino al momento del gol, abbiamo visto un Napoli propositivo, che ha creato molto di più rispetto a quello che ha fatto nelle ultime uscite. Tant’è vero che, anche mister Conte, si è ritenuto soddisfatto non solo per i tre punti ma anche per la prestazione.
Come ha sottolineato il mister nel post-partita, il Napoli ha dominato per 70/75 minuti, ed è effettivamente così. L’unico vero pericoloso corso è arrivato al minuto 65 su palla inattiva, cross di Angelino per il colpo di testa di Dovbyk che si stampa sulla traversa. Da dopo quel momento, gli azzurri sembravano intimoriti e di certo i cambi arrivati proprio al minuto 75 non hanno aiutato (Mazzocchi per Politano). Infatti con questo cambio, probabilmente si è dato un messaggio sbagliato alla squadra che, inconsciamente, si è schiacciata e ha abbassato il baricentro di qualche metro, dando fiducia alla Roma che si è gettata avanti nei minuti finali capendo il momento.
Vero anche che, i partenopei, hanno avuto due occasioni per chiudere il match a pochi minuti dalla fine, prima con Folorunsho e poi Neres.
Ma a cosa è dovuto questo abbassamento del baricentro? Quello di domenica non è il primo episodio, è già successo anche nei precedenti risultati per 1-0 ottenuti dagli azzurri, contro Empoli e Lecce. Forse non è solo una questione di cambi. Il Napoli di Conte è così che gestisce il risultato. Lui stesso ha ammesso che bisogna evitare di fare quegli ultimi 15 minuti contro la Roma.
La gestione del vantaggio deve migliorare, non ci si può consegnare e dare campo agli avversari negli ultimi minuti soffrendo. Il Napoli ha rischiato veramente poco, è vero, ma bisogna migliorare nelle piccole cose. I dettagli contano e faranno la differenza in un campionato che, per come si è messo, si deciderà nelle ultime giornate.
Per evitare di rischiare di essere pareggiati bisogna evitare di fare cambi conservativi? Ad oggi, anche questi cambi hanno dato i loro frutti e sta avendo ragione Conte. Però si deve migliorare.
Nel primo tempo si può notare come l’atteggiamento del Napoli sia stato propositivo, con Di Lorenzo molto vicino a Lobotka e Anguissa. In fase di possesso era una sorta di 4-1-4-1, con Politano e Kvara molto alti, Olivera più arretrato rispetto a Di Lorenzo, che era sulla linea di Lobotka, con Anguissa e McTominay alle spalle di Lukaku.
Nel primo tempo gli azzurri hanno mantenuto un baricentro alto (61,48 metri).
Dal gol di Lukaku in poi la partita cambia. Il Napoli si abbassa, invitando gli avversari ad alzarsi e quasi li porta nella propria area di rigore, aumentando i rischi e diminuendo la produzione offensiva. Il baricentro si abbassa di quasi 14 metri (47,91), troppo perchè, così facendo, dai un segnale di paura e gli avversari prendono coraggio. Infatti, il Napoli, cambia pelle e abbassa sia Politano che Kvara sulla linea dei centrocampisti, che arretra di 15 metri. Gli azzurri concedono il pallino del gioco alla Roma, che, ovviamente, accetta il cambio di atteggiamento del Napoli e alza il proprio baricentro di 14,21 metri (dati forniti dal sito della Lega Serie A).
La manovra azzurra, tra l’altro, ha mostrato una migliorata sinergia tra i reparti, con giocatori in grado di adattarsi a diverse situazioni di gioco.
Il rientro di Stanislav Lobotka ha aggiunto ulteriore stabilità al centrocampo, contribuendo a una qualità superiore nel giro palla e nella gestione dei momenti difficili nelle zone centrali del campo.
C’è da dire che, nonostante il vantaggio iniziale, la squadra non ha mai abbassato la guardia, mantenendo un atteggiamento positivo. La solidità difensiva è stata una delle chiavi per mantenere il risultato, con il Napoli che ha saputo abbassare il baricentro e controllare il gioco. Quella di abbassare il baricentro è probabilmente una tattica di Conte che non vuole rischiare di farsi trovare impreparato e farsi cogliere da eventuali ripartenze. Vuole che i suoi ragazzi non mollino un centimetro e che stiano sempre col coltello tra i denti a lottare su ogni palloni.
Però, col baricentro basso, attrai gli avversari verso di te, lasciandogli il pallino del gioco di proposito. La tattica di Conte, in tante partita, è stata proprio questa.
Non vedremo di certo la grande bellezza del calcio offensivo a cui siamo stati abituati per anni, ma il mister è uno che sa il fatto suo. Non esprimendo un gran gioco, ma facendo l’essenziale, è primo in classifica dopo 13 giornate e gli azzurri possono solo che migliorare. Il mister fa una delle sue carte vincenti la solidità difensiva. La grinta e la cattiveria che ci mettono in ogni zona del campo su tutti i palloni, come fanno veramente tutti (da sottolineare il sacrificio di Politano e Kvara), è uno dei meriti di Conte. Ha restituito un’anima a questa squadra.
Sicuramente sarebbe meglio chiudere prima le partite, perchè il Napoli ha i mezzi e le qualità per farlo. Bisogna solo essere ancor più efficaci e cinici. Ma, è anche vero che le difese vincono i campionati.
I tre punti conquistati in questa partita, non solo, confermano il primato, ma mandano anche un segnale a tutte le contendenti in lotta per il titolo: il Napoli c’è, è vivo, è una squadra che sa soffrire, ma che sa reagire e rispondere alle difficoltà. Immaginate cosa potrebbe essere questo Napoli se fosse ancor più incisivo davanti.
Il Napoli deve farsi trovare pronto, si sono visti miglioramenti sotto il profilo offensivo e ce ne saranno anche nelle partite a venire. Magari senza rischiare di abbassarsi e chiudendo prima le partite, gestendo con più tranquillità il risultato.


